Tra pochi giorni avrà inizio a Calgary, in Canada, uno degli appuntamenti più importanti del calendario internazionale del curling femminile. Dal 14 al 22 marzo si disputeranno i Mondiali 2026, una competizione che vedrà protagoniste tredici nazionali, tra le quali figura anche l'Italia con l'intenzione di lasciare un segno positivo sulla scena mondiale.
La delegazione azzurra porta con sé l'identico sestetto che ha rappresentato l'Italia ai Giochi invernali di Milano Cortina 2026. In cabina di tiro troveremo Stefania Constantini, affiancata da Elena Antonia Mathis, Marta Lo Deserto, Giulia Zardini Lacedelli e Rebecca Mariani. Ad accompagnare le atlete il supporto tecnico degli allenatori Sören Gran e Marco Mariani, che avranno il compito di guidare il gruppo verso prestazioni di alto livello.
Mmarco Mariani ha espresso ottimismo in merito alle prospettive della squadra, sottolineando come le ragazze intendano offrire un curling di qualità e che la fiducia rimane salda. L'allenatore ha tuttavia riconosciuto che il nono posto conseguito a Cortina rappresenta un punto di partenza da cui migliorare sensibilmente, suggerendo che questo Mondiale potrà fungere da termometro per misurare i progressi delle azzurre.
Il torneo seguirà il formato classico con una fase preliminare a girone unico, al termine della quale le migliori sei nazionali accederanno ai turni decisivi. Le prime due classificate avanzeranno direttamente alle semifinali, mentre le formazioni piazzate dal terzo al sesto posto dovranno affrontare i quarti di finale, denominati nel gergo della disciplina 'Qualification Game'. La competitività sarà elevata, considerando il prestigio della manifestazione.
Nel panorama recente, l'Italia ha chiuso il Mondiale dello scorso anno a Uijeongbu in decima posizione, risultato che ha evidenziato spazi per crescere. Il migliore piazzamento nella storia della squadra rimane invece il quarto posto conquistato a Sydney nel 2024, un'impresa che testimonia le potenzialità del progetto italiano quando tutto funziona in sincronia. Le azzurre, dunque, scenderanno in pista in Canada consapevoli di avere le qualità tecniche per puntare a un risultato onorevole.