La Champions League infligge una lezione durissima alla Premier League. Nelle ultime 24 ore, sei squadre inglesi hanno fornito una prestazione che i media britannici non esitano a definire catastrofica negli ottavi d'andata della massima competizione europea. Il quadro complessivo è desolante: quattro sconfitte pesanti, due pareggi e nessuna vittoria. Un risultato che non si vedeva dalla stagione 2022-23 e che mette seriamente in discussione il presunto dominio del campionato inglese a livello continentale.
I colpi più pesanti arrivano da Spagna e Francia. Il Real Madrid travolge il Manchester City con un netto 3-0 al Santiago Bernabéu, dimostrando cinismo e capacità di punire gli errori avversari in contropiede nonostante gli infortuni che affliggono l'organico merengue. Il Tottenham crolla addirittura 5-2 contro l'Atletico Madrid nella capitale spagnola, mentre il Chelsea incassa lo stesso passivo dai campioni di Francia del Paris Saint-Germain, crollando letteralmente nel secondo tempo. Il Liverpool esce sconfitto 1-0 dal Galatasaray, completando un quadro deprimente. Unici spiragli: Arsenal e Newcastle strappano pareggi rispettivamente contro il Bayer Leverkusen e il Barcellona, ma senza particolari risultati positivi.
L'analista di Match of the Day Nedum Onuoha sintetizza bene la situazione complicatissima che attende le squadre inglesi nel ritorno: "Osservando i deficit che Manchester City e Chelsea devono colmare davanti al pubblico amico, anche considerando le nostre potenzialità, i margini di svantaggio sembrano troppo ampi per una rimonta agevole". Paul Robinson, ex portiere dell'Inghilterra presente al Bernabéu, aggiunge ulteriore prospettiva al dibattito: "Abbiamo esaltato a lungo il predominio inglese in Europa, eppure nessuna squadra ha vinto la propria partita. Il Real Madrid, malgrado le assenze, ha dimostrato di essere cinico e ha punito sistematicamente gli errori del City in velocità".
Il risultato è un'inversione netta rispetto alle attese della vigilia. La BBC e altri media d'oltremanica non risparmiano critiche alla gestione tecnica e alla lettura tattica delle loro rappresentanti, con il dato storico di nessuna vittoria inglese negli ottavi che rappresenta un campanello d'allarme significativo. Le squadre hanno ora l'opportunità di reagire nelle gare di ritorno, ma il divario realizzato rappresenta un ostacolo considerevole e soprattutto un'ammissione di superiorità dei club europei che mette in seria discussione le certezze sulla supremazia della Premier League.