Uno studio appena pubblicato su Proceedings of the Royal Society B ha svelato una delle capacità più straordinarie del regno degli insetti: i bombi riescono a sopravvivere completamente sommersi sott'acqua per almeno sette giorni consecutivi. La scoperta, frutto del lavoro di un team di ricercatori dell'Università di Ottawa, getta luce sui meccanismi fisiologici che permettono a questi insetti terrestri di affrontare condizioni estreme, come le inondazioni, che sempre più frequentemente colpiscono i loro habitat naturali.
Il primo elemento cruciale della sopravvivenza subacquea riguarda il dispendio energetico. Per resistere a lunghi periodi di immersione, le regine della specie Bombus impatiens attivano uno stato particolare noto come diapausa, simile a un letargo profondo. Durante questa fase, il loro metabolismo si riduce drasticamente fino a raggiungere appena lo 0,5% dei livelli normali misurati a riposo e a temperatura ambiente. Questa riduzione è significativamente superiore a quella che ci si aspetterebbe dal semplice effetto delle acque fredde, indicando un adattamento biologico specifico e sofisticato.
Ma il vero sorprendente è che questi insetti non si limitano semplicemente a trattenere il fiato. Utilizzando avanzati strumenti di misurazione respiratoria, gli scienziati hanno documentato uno scambio gassoso continuo per l'intero periodo di otto giorni osservato. I dati mostrano una produzione costante, seppur minima, di anidride carbonica e una progressiva diminuzione dell'ossigeno disciolto nell'acqua circostante, comprovando che l'insetto consuma effettivamente ossigeno anche sott'acqua. Questo straordinario fenomeno avviene grazie a una struttura chiamata plastron: uno strato d'aria microscopico intrappolato dai peli idrofobi presenti sul corpo del bombo, che funziona come una vera e propria branchia biologica, permettendo lo scambio gassoso direttamente con l'acqua.
La ricerca rappresenta un passo avanti significativo nella comprensione delle strategie di adattamento degli insetti di fronte ai cambiamenti ambientali e ai fenomeni climatici estremi. La capacità dimostrata dalle regine di bombo di affrontare sommersioni prolungate suggerisce che questi impollinatori cruciali per gli ecosistemi e l'agricoltura moderna possiedono risorse biologiche ancora in gran parte inesplorate. Gli autori dello studio hanno inoltre indicato che i bombi potrebbero disporre di ulteriori meccanismi compensativi ancora da identificare, aprendo la strada a future indagini sulla resilienza di questi insetti essenziali.