La quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha pronunciato una decisione destinata a riaprire i conti legali sul tracollo finanziario che nel 2015 travolse il Parma calcistico. La sentenza di condanna nei confronti di Tommaso Ghirardi, l'imprenditore bresciano che guidò il club emiliano dal 2007 fino al collasso societario, è stata annullata e rinviata per un nuovo giudizio. In primo grado d'appello, risalente a gennaio 2025, Ghirardi era stato condannato a tre anni e dieci mesi di reclusione in relazione alle responsabilità nel fallimento della società.

Con questa decisione della Cassazione, il procedimento tornerà in un tribunale di merito incaricato di riesaminare a fondo i fatti e le responsabilità che portarono al dissesto finanziario della squadra. Il caso rappresenta uno dei capitoli più drammatici della storia recente del calcio italiano: il Parma, storico club della Serie A, si trovò costretto a ripartire addirittura dalla Serie D, prima di intraprendere un lento percorso di risalita che lo ha ricondotto in massima categoria nel 2018.

Lo stesso anno del fallimento, il Tribunale Federale della Figc aveva inflitto a Ghirardi una squalifica quinquennale accompagnata da una multa di 150mila euro, provvedimenti che gli impedirono di ricoprire qualsiasi incarico all'interno delle strutture federali. Identica sanzione disciplinare era toccata a Pietro Leonardi, amministratore delegato dell'epoca, escluso dalla possibilità di operare in qualunque categoria della federazione italiana.

Leonardi, in un'intervista concessa a La Repubblica nel 2017, aveva tracciato un quadro impietoso della situazione ereditata: i debiti ammontavano a circa cento milioni di euro, frutto sia della precedente gestione Tanzi sia degli acquisti scellerati effettuati nei primi anni di gestione Ghirardi, con perdite che superavano i trenta-quaranta milioni annui. "La società era stata completamente prosciugata", commentò l'allora dirigente, evidenziando come le scelte commerciali sconsiderate rappresentassero il fondamento stesso del disastro finanziario che avrebbe provocato il fallimento.

Ora, con il rinvio disposto dalla Cassazione, le carte verranno riaperte per una valutazione più attenta dei fatti e delle responsabilità individuali. Il processo rappresenterà l'occasione per chiarire ulteriormente dinamiche e responsabilità che hanno segnato uno dei momenti più difficili della storia contemporanea del calcio italiano, colpendo una piazza ricca di tradizioni e tifosi appassionati.