Oz Perkins non smette di sorprendere. Dopo il successo del thriller horror Longlegs e il capolavoro gotico "Sono la bella creatura che vive in questa casa", il regista torna con "Keeper - L'eletta", in programmazione dal 12 marzo. Un film che continua sulla scia della ricerca estetica dell'autore, sempre alla ricerca di nuovi modi per raccontare l'orrore attraverso generi e stili differenti.

La trama segue Liz, una pittrice, e Malcolm, un medico che decidono di trascorrere il primo anniversario della loro relazione nella baita isolata immersa nella foresta che appartiene al secondo. Se da fuori sembra un rifugio confortevole e moderno, l'atmosfera cambia radicalmente quando Liz varca la porta: il disagio che prova ricorda più l'inquietudine dei film di Saw che quella di una vacanza romantica. L'arrivo inaspettato del cugino di Malcolm, un personaggio volgare e dalla mentalità sessista, insieme alla sua fidanzata modella che non parla italiano, complica ulteriormente le dinamiche. Un dettaglio apparentemente banale - una torta al cioccolato che Liz rifiuta perché "ha un sapore terribile" - si rivela carico di significato quando la donna la mangia comunque, dando il via a una spirale di visioni terrificanti e allucinazioni che trasformeranno il soggiorno in un vero e proprio incubo.

Ciò che rende "Keeper" particolarmente disturbante è che lo spettatore non sempre vede quello che vede Liz: in alcuni momenti sono direttamente gli occhi della telecamera a catturare entità mostruose e apparizioni agghiaccianti, creando confusione tra la prospettiva del personaggio e quella del pubblico. Questo espediente narrativo amplifica il senso di disorientamento e inquietudine.

Interprete straordinaria è Tatiana Maslany nel ruolo della protagonista, bravissima nel manifestare l'agitazione crescente e la fragilità emotiva del personaggio, mentre allo stesso tempo riesce a trasmettere l'ambiguità di una figura sfaccettata e ricca di contraddizioni. Accanto a lei, Rossif Sutherland - figlio dell'attore Donald - interpreta Malcolm con una doppiezza affascinante: equilibra perfettamente l'atteggiamento di un compagno amorevole e attento con il sospetto che stia occultando qualcosa di profondamente sinistro.

Oz Perkins dimostra ancora una volta di non avere paura di sperimentare, tracciando paralleli con l'opera di Stephen King senza però rinchiudersi in quel genere. Se "The Monkey" riprendeva l'eredità kingiana, "Keeper" si avvicina più a film come "Together", utilizzando l'horror come lente attraverso cui analizzare le relazioni umane. La sua forza risiede nella contaminazione continua tra generi diversi: dal thriller al fantastico, dal religioso allo psicologico, dal grottesco all'elevated horror. Un autore che continua a scuotere le certezze del genere, supportato da attrici di primo livello.