Nell'ultimo aggiornamento Patch Tuesday, Microsoft ha introdotto una funzione apparentemente utile in Windows 11: uno speed test nativo accessibile direttamente dalla barra delle applicazioni. L'idea sembrerebbe conveniente a prima vista—un clic sull'icona e si otterrebbe subito un'analisi della velocità della propria connessione internet. Tuttavia, l'entusiasmo iniziale si dissolve rapidamente quando si scopre che dietro questa feature si nasconde una semplice redirezione verso Bing, il motore di ricerca proprietario di Microsoft.

Scavando più a fondo, emerge che non si tratta affatto di una vera applicazione nativa. Quello che gli utenti si trovano davanti è infatti un collegamento ipertestuale a una pagina Bing nella quale è stato integrato il celebre speed test di Ookla, la stessa soluzione già disponibile direttamente dal sito ufficiale della società. Microsoft, sostanzialmente, ha aggiunto un link alla barra delle applicazioni e lo ha etichettato come "Speed test". Una soluzione che puzza di opportunismo commerciale piuttosto che di genuine intenzioni di servizio.

C'è però un aspetto che sorprende positivamente: lo strumento rispetta le preferenze impostate dall'utente riguardo il browser predefinito. Se il sistema è configurato per usare Chrome, Firefox o un altro navigatore, la pagina di Bing si aprirà lì, non forzatamente su Edge. Un comportamento che, conoscendo la storia di Microsoft e i suoi frequenti tentativi di imporre il suo browser in ogni possibile occasione, risulta quasi sospetto nella sua correttezza.

Tuttavia, il quadro cambia radicalmente per quanto riguarda il motore di ricerca: lo speed test si apre rigorosamente su Bing e soltanto su Bing, indipendentemente dalle preferenze dell'utente. Questo dettaglio rivela quali siano probabilmente gli obiettivi reali dietro questa operazione. Piuttosto che migliorare l'esperienza dell'utente, la mossa appare principalmente finalizzata a gonfiare i dati di utilizzo di Bing, un motore di ricerca che continua a lottare per conquistare quote di mercato significative rispetto ai concorrenti.

Gli analisti del settore rimangono prudentemente ottimisti, almeno per il momento, nel constatare il rispetto verso i browser personali degli utenti. Tuttavia, nessuno sarebbe sorpreso se, con il prossimo ciclo di aggiornamenti, Microsoft decidesse di fare marcia indietro e di costringere lo speed test ad aprirsi esclusivamente su Edge. La gestione della piattaforma Windows da parte di Redmond ha insegnato che le buone pratiche possono essere abbandonate quando ritenuto opportuno.