Ursula von der Leyen chiarisce le modalità di accesso agli strumenti finanziari europei per contrastare le conseguenze devastanti dell'uragano Harris che ha colpito il Sud Italia. La presidente dell'esecutivo comunitario ha replicato direttamente a una missiva degli eurodeputati pentastellati Pasquale Tridico e Giuseppe Antoci, rispondendo punto per punto alle loro richieste di attivazione dei fondi comunitari.

Secondo la lettera di Von der Leyen, il Fondo di solidarietà dell'Unione Europea rappresenta uno strumento pensato specificamente per eventi catastrofici naturali di grave entità. Il suo funzionamento prevede che copra una quota dei costi legati alle operazioni di soccorso e alla ricostruzione sostenuti dalle amministrazioni pubbliche nazionali. Tuttavia, il suo utilizzo non è automatico: la procedura di attivazione deve essere avviata esclusivamente dal governo italiano, che dispone di una finestra temporale di dodici settimane a partire dalla data in cui si sono registrati i primi danni per inoltrare la domanda ufficiale.

Un elemento cruciale riguarda i criteri di ammissibilità. Il Governo italiano dovrà comprovare che l'ammontare complessivo dei danni diretti superi effettivamente le soglie minime stabilite dal regolamento comunitario numero 2012/2002. Solo il superamento di questi parametri consentirebbe all'Italia di beneficiare dell'intervento finanziario europeo, trasformando una semplice richiesta in un diritto concreto al supporto economico.

Von der Leyen sottolinea inoltre un aspetto procedurale fondamentale: il Fondo non rappresenta uno strumento d'intervento immediato, bensì un meccanismo di sostegno economico post-emergenza. La sua mobilizzazione non rientra nei bilanci ordinari dell'Unione e richiede necessariamente il via libera sia del Parlamento europeo sia del Consiglio, secondo le loro rispettive procedure istituzionali. Ciò significa che la tempistica di erogazione dei fondi potrebbe non essere accelerata, nonostante l'urgenza della situazione nel territorio colpito dal ciclone.