L'Unione europea è pronta a intervenire economicamente per aiutare l'Italia a fronteggiare le devastazioni provocate dal ciclone Harris. A confermarlo è la risposta della Commissione europea all'interrogazione presentata dalla delegazione del Partito Democratico, come sottolinea l'eurodeputato Giuseppe Lupo. Tuttavia, la pratica deve essere avviata senza indugi dal governo italiano, che ha una finestra temporale limitata per formalizzare la domanda di assistenza.

Secondo quanto spiegato da Lupo commentando la risposta del vicepresidente esecutivo della Commissione Raffaele Fitto, il meccanismo è preciso: il Fondo di solidarietà dell'Ue può essere attivato esclusivamente su istanza dello Stato membro interessato, purché presentata entro dodici settimane dall'accadimento dei primi danni. Nel caso del ciclone Harris, questo significa che Roma dovrà muoversi prima della metà di aprile per non perdere l'opportunità di accesso alle risorse comunitarie.

Non basta però rispettare i tempi: la richiesta deve anche dimostrare che l'ammontare dei danni diretti superi le soglie stabilite dalla normativa europea. La Commissione ha comunque assicurato che metterà a disposizione il proprio supporto tecnico e amministrativo alle autorità italiane qualora decidessero di intraprendere questa strada, facilitando l'intera procedura.

Per Lupo si tratta di un segnale positivo che testimonia l'effettiva esistenza di strumenti concreti a livello sovranazionale per rispondere alle emergenze climatiche. "Questo dimostra che l'Europa non è assente di fronte ai disastri ambientali" commenta l'eurodeputato, invitando però l'esecutivo nazionale a non temporeggiare nella presentazione della domanda formale. Il tempo, in questo caso, è effettivamente denaro: ogni giorno che passa avvicina il governo italiano alla scadenza di dodici settimane fissata dal regolamento comunitario.