Una situazione di estremo pericolo si sta sviluppando nelle acque del Canale di Sicilia, dove la metaniera russa Arctic Metagaz naviga alla deriva a soli pochi chilometri dall'isola di Linosa. La nave, completamente priva di equipaggio, trasporta un carico particolarmente delicato: oltre 61.000 tonnellate di gas naturale liquefatto e circa 900 tonnellate di gasolio. L'assenza di controllo umano a bordo trasforma questa situazione in una polveriera galleggiante nel cuore del Mediterraneo.
Leoluca Orlando, eurodeputato del gruppo AVS (Europa Verde), ha lanciato l'allarme sottolineando l'urgenza della situazione. "Non è un rischio teorico, ma concreto e immediato", ha messo in evidenza Orlando, richiedendo un intervento tempestivo delle istituzioni. Una perdita di carburante o un incidente che coinvolga il carico di gas comporterebbe conseguenze ambientali catastrofiche per tutto il bacino del Mediterraneo, una delle zone più densamente popolate e ecologicamente fragili d'Europa.
L'eurodeputato ha formalmente chiesto al Governo italiano di attivare senza indugi tutti i protocolli previsti dalle convenzioni internazionali sulla navigazione marittima. L'obiettivo è assumere il controllo della metaniera e condurla verso un porto sicuro, mentre parallelamente devono essere diffuse informazioni tempestive e dettagliate sulla situazione alle autorità competenti e alla popolazione interessata.
Orlando ha colto l'occasione per evidenziare un problema strutturale più ampio: la dipendenza europea dai combustibili fossili e dai rischi intrinseci al loro trasporto via mare. "Episodi come questo dimostrano che non possiamo più rimandare la transizione energetica verso fonti rinnovabili", ha sottolineato l'eurodeputato, collegando il caso specifico a una questione di sostenibilità ambientale di portata globale.