A meno di due settimane dal raid americano contro l'Iran, emerge quello che le cancellerie europee temevano: i conflitti del Medio Oriente e dell'Ucraina si intrecciano pericolosamente. La decisione dell'amministrazione Trump di allentare le sanzioni sul petrolio del Cremlino già in commercio rappresenta un punto di svolta che accelera questo processo, aprendo a Mosca nuove opportunità economiche e indebolendo la posizione occidentale. La mossa arriva mentre l'Unione Europea si ritrova a dover gestire gli effetti devastanti di una guerra non scelta, con i mercati energetici instabili e le scorte critiche.
La reazione di Bruxelles è stata immediata e severa. Il presidente del Consiglio europeo ha denunciato su X il carattere unilaterale della decisione americana, sottolineando come l'allentamento delle restrizioni aumenti le risorse disponibili per il Cremlino per proseguire l'invasione ucraina. L'Unione ha ribadito che le sue sanzioni e i tetti massimi ai prezzi rimarranno in vigore, ma l'irritazione è palpabile: ancora una volta Washington sembra operare senza consultazione, aggravando le difficoltà del vecchio continente.
Parallamente, emerge una strategia parallela europea: alcuni governi, tra cui la Francia, hanno avviato colloqui discreti con Teheran per negoziare il passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Il Financial Times ha rivelato che anche l'Italia avrebbe tentato di aprire canali di dialogo. Tuttavia, Roma e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno rapidamente smentito, negando trattative dirette con l'Iran. L'Eliseo ha preferito il silenzio. Fonti dell'Ue hanno suggerito che qualsiasi iniziativa dovrebbe transitare per il canale Onu, ancora però lontano dall'avanzare.
La tensione rimane alta anche perché il dibattito dentro l'Ue è ancora aperto. Quella che fino a poco tempo fa era considerata un'apertura tabù verso Teheran ora trova spazi di discussione nei corridoi di Bruxelles, alimentata dalla consapevolezza che questo conflitto allargato non conviene a nessuno, come ha commentato il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Il vertice dei 27 previsto per giovedì sarà cruciale per definire la posizione europea e decidere se accelerare su soluzioni diplomatiche autonome rispetto agli americani.