Attilio Lombardo ha scelto di non nascondersi dietro progetti futuri né illusioni consolatorie. Nel presentare il suo esordio sulla panchina della Sampdoria, il nuovo tecnico ha tracciato una linea netta: restano ventisette giorni e nove partite per tirarsi fuori dalla zona pericolante della classifica di Serie B, senza affidarsi ai playout come ancora di salvezza. «Abbiamo il tempo necessario per conservare la categoria senza passare dagli spareggi» ha dichiarato il sessantenne genovese, che subentra agli esonerati Angelo Gregucci e Salvatore Foti in una situazione che non ammette errori.

L'emozione che accompagna il ritorno a Marassi non è una semplice questione professionale. Lombardo, che ha iniziato la sua carriera calcistica a Genova oltre tre decenni fa, descrive il suo nuovo incarico come il ritorno al primo giorno di scuola, ma con il peso delle responsabilità moltiplicato per dieci. «Allenare questa squadra nel cuore significa portare una responsabilità enorme» ha spiegato, consapevole che ogni decisione tattica e ogni scelta di formazione peseranno sulla lotta per la permanenza.

Domani il battesimo sulla panchina blucerchiata arriverà nel peggiore dei modi possibili: al Ferraris si presenterà il Venezia di Cesare Stroppa, primo della classe e favorito per la promozione. Lombardo conosce bene l'avversario e il suo condottiero, avendo attraversato insieme buona parte della loro carriera calcistica con approcci tattico-filosofici simili. «Stroppa è un grande allenatore e affrontiamo una formazione solida che metterà in difficoltà chiunque» ha riconosciuto, pur mantenendo un cauto ottimismo sulla possibilità di competere. «Siamo preparati e sappiamo cosa ci aspetta».

Sulla chiamata ai tifosi, Lombardo ha assunto un tono sobrio. A sessant'anni, consapevole di aver trascorso la maggior parte della sua vita calcistica a Genova, il nuovo allenatore non ritiene di dover fare proclami. «Non lancio appelli particolari, so che ci sosterranno se vedranno che mettiamo tutto in campo» ha sottolineato, mettendo al centro il lavoro e l'impegno concreto come sola leva motivazionale. La volontà di trasparenza e coerenza che il tecnico vuole trasmettere parte da questo: niente retorica, niente promesse, solo il dovere di combattere fino all'ultima giornata per mantenere la Serie B.