Una risorsa scientifica senza precedenti sta cambiando il modo in cui comprendiamo l'anatomia umana. L'Human Organ Atlas, già soprannominato il "Google Earth degli organi", mette a disposizione di chiunque un database straordinario contenente immagini tridimensionali ad altissima definizione di 56 organi umani diversi. Il progetto, ufficialmente presentato sulla rivista Science Advances, rappresenta un salto tecnologico che rende obsoleti i tradizionali modellini anatomici e i metodi didattici utilizzati fino a pochi anni fa.

L'iniziativa nasce dal laboratorio dell'European Synchrotron Radiation Facility (Esrf) di Grenoble, dove i ricercatori hanno sviluppato una tecnica innovativa per scrutare l'interno del corpo umano con un dettaglio incredibile. Paul Tafforeau, uno dei principali responsabili del progetto, ha sottolineato l'importanza dell'accessibilità: "Vogliamo che questi dati siano disponibili per ricercatori, medici, docenti e per chiunque desideri comprendere come funziona il nostro organismo". Il progetto non si limita alle sole immagini, ma fornisce anche dataset completi e strumenti analitici per chi volesse approfondire ulteriormente.

La realizzazione dell'atlante è stata possibile grazie alla tomografia a contrasto di fase gerarchica (HiP-Ct), una tecnologia che utilizza i raggi X ad alta energia generati dal sincrotrone. Questo metodo consente di raggiungere una risoluzione cellulare, ben 100 volte superiore rispetto alle comuni tomografie computerizzate impiegate nella pratica medica quotidiana. I campioni provengono da donatori di età compresa tra i 30 e i 94 anni, anche se la maggior parte dei soggetti era di sesso maschile e di età avanzata.

Al momento la piattaforma ospita organi di undici tipologie diverse: cuore, polmoni, cervello, colon, placenta e altri ancora. Ogni organo è completamente navigabile in tre dimensioni, e quando disponibili più campioni dello stesso tipo, gli utenti possono scegliere quale esplorare. Va precisato che gli organi, pur essendo reali, risultano leggermente modificati dal processo di preparazione, appaiono generalmente più piccoli e con alcune strutture parzialmente collassate. I ricercatori dichiarano che il progetto continuerà ad evolversi: nel prossimo futuro vogliono passare dalla scansione di organi isolati a quella di corpi interi, ampliando ulteriormente le possibilità di studio e ricerca.