Lorenzo Pellegrini trova un alleato prezioso nella sua battaglia per il rinnovo con la Roma: l'allenatore Gian Piero Gasperini. Il tecnico giallorosso, che sette mesi fa gli ha tolto pubblicamente la fascia da capitano affidandola a Bryan Cristante, ha modificato il suo approccio nei confronti del ventanovenne, trasformandosi da stimolatore pubblico a difensore dichiarato. Dopo la prestazione del Bologna, dove Pellegrini ha firmato il gol dell'1-1, Gasperini è intervenuto duramente in conferenza stampa: "Basta parlare di lui, mi chiedete di Pellegrini in ogni intervista. Lasciatelo stare". Un cambio di strategia che non è casuale, poiché il giocatore rimane figura centrale nello spogliatoio nonostante la perdita della capitaneria.
Il percorso di riabilitazione di Pellegrini rappresenta una storia di resilienza. Dopo l'infortunio al bicipite femorale di sinistra subito il 26 dicembre, il calciatore ha sorpreso i tempi di recupero presentandosi titolare già il 18 gennaio a Torino. Da quella data ha accumulato nove presenze da primo minuto su undici totali, con un dato sorprendente: quando inserito a gara in corso, ha realizzato due reti decisive. Il primo episodio risale al 25 gennaio contro il Milan, quando ha pareggiato su rigore; il secondo si è verificato appunto contro il Bologna. Entrambi i gol hanno trasformato sconfitte in pareggi di grande valore.
La situazione contrattuale rimane comunque complessa e rappresenta il vero nodo da sciogliere. Nonostante il supporto pubblico di Gasperini e il legame consolidato con l'ambiente giallorosso—i giovani lo ascoltano, i senatori si confrontano con lui, i dipendenti di Trigoria lo considerano un modello—le ultime settimane hanno evidenziato segnali di calo fisico. Nelle gare precedenti il Bologna contro Napoli, Cremonese, Juventus e Genoa, Pellegrini è apparso stanco e fragile, tanto che Gasperini lo ha sostituito sistematicamente nei finali. L'episodio contro il Genoa, dove ha commesso un fallo ingenuo su Ellertsson procurando il rigore dello 0-1, ha aggravato la percezione negativa, spingendo il giocatore a scusarsi pubblicamente sui social.
A livello tattico emerge una domanda legittima: Pellegrini sta trasformandosi in una risorsa da secondo tempo piuttosto che in un titolare inamovibile? Il tecnico giallorosso sembra aver individuato una strada per sfruttare al meglio le qualità del numero 7, proteggendolo dalle critiche esterne mentre gestisce oculatamente le sue energie. Intanto, con la nuova maglia brandizzata che Pellegrini indosserà nella trasferta di Como, la Roma ribadisce il suo legame con il calciatore. La sfida ora è trasformare questo supporto emotivo e tattico in una soluzione contrattuale che soddisfi entrambe le parti.