Il MacBook Neo si distingue dalla tradizionale strategia costruttiva di Apple, conquistando il primato di modello più riparabile dell'intera gamma di portatili della Mela. Gli specialisti di iFixit, l'autorevole laboratorio che testa la smontabilità dei dispositivi elettronici, hanno assegnato al nuovo modello un punteggio di 6 su 10 in fatto di riparabilità, un risultato significativamente migliore rispetto ai predecessori. A differenza dei MacBook Air con chip M4, fermi a 5/10, e soprattutto dei MacBook Pro con M5, che si fermano a 4/10, il Neo rappresenta una vera rotazione rispetto alle scelte produttive recenti di Cupertino.
La decisione di abbandonare la colla in favore delle viti pentalobo rappresenta il cambiamento più evidente. Il pannello posteriore dell'unità è tenuto insieme da otto viti facilmente accessibili, consentendo agli utenti e ai tecnici di raggiungere facilmente i componenti interni. Ancora più significativo l'approccio alla batteria: anziché incollarla come accade negli altri MacBook, Apple l'ha fissata con 18 viti Torx Plus. Questa scelta non è casuale: il produttore californiano sta anticipando le normative europee che dal 2027 renderanno obbligatoria la sostituzione delle batterie da parte dell'utente finale. Le indicazioni precise delle viti utilizzate sulla batteria stessa facilitano ulteriormente il processo di manutenzione.
Nonostante questi progressi, esistono ancora limitazioni importanti. Il processore A18 Pro, insieme a RAM da 8 gigabyte e storage fino a 512 gigabyte, rimangono saldati direttamente sulla scheda madre e non possono essere sostituiti. Questa configurazione costringe l'acquirente a scegliere con estrema cautela al momento dell'ordine, poiché l'upgrade successivo non è contemplato. I componenti modulari includono invece lo slot audio, le porte USB-C e gli altoparlanti, tutti facilmente rimovibili. La tastiera, per contro, richiede lo svitamento di ben 41 viti per essere estratta. Un'altra peculiarità del modello risiede nel trackpad: non è aptico come negli altri MacBook, bensì meccanico, una scelta dettata dall'esigenza di contenere il prezzo finale del dispositivo.
L'analisi approfondita di iFixit rivela come il Neo rappresenti un compromesso bilanciato tra la praticità di riparazione e i vincoli tecnologici imposti dall'architettura hardware. L'accesso semplificato ai componenti interni, unito all'eliminazione della colla, segnala una maggiore attenzione di Apple verso il diritto alla riparazione, tema sempre più centrale nel dibattito su sostenibilità e consumismo tecnologico. Tuttavia, la saldatura di memoria e storage sulla scheda madre rimane un ostacolo significativo per chi desidera estendere la vita utile del dispositivo attraverso upgrade futuri, limitando di fatto la longevità del prodotto al ciclo iniziale di configurazione.