Secondo un'inchiesta condotta dall'agenzia stampa tedesca Dpa, il gruppo parlamentare del Partito popolare europeo mantiene relazioni molto più strette di quanto pubblicamente noto con formazioni di destra radicale, inclusa l'AfD tedesca. La ricerca documenterebbe contatti costanti tra esponenti del Ppe, della destra conservatrice e dei nazionalisti europei, svelando una collaborazione che finora era rimasta nell'ombra del dibattito ufficiale a Strasburgo e Bruxelles.
Le prove raccolte dall'agenzia tedesca indicano che i rappresentanti del Ppe avrebbero coordinato la propria posizione su temi sensibili tramite scambi riservati su WhatsApp e durante incontri privati tra deputati europei. Nello specifico, questi contatti sarebbero serviti a discutere e poi approvare una proposta legislativa sulla restrizione dell'immigrazione e l'istituzione di centri per i rimpatri, coinvolgendo simultaneamente delegati provenienti dai Conservatori e dai Patrioti europei.
La scoperta assume rilevanza politica considerevole nel contesto del Parlamento europeo, dove il Ppe rappresenta tradizionalmente la componente centrista e moderata dello schieramento. La Cdu tedesca, principale forza all'interno del gruppo popolare, risulterebbe dunque coinvolta in questa rete di collaborazioni trasversali con le ali più estreme del continente.
Interrogato sulla questione, il portavoce di Manfred Weber, presidente del gruppo Ppe, ha preferito non scendere nei dettagli, limitandosi a dichiarare che le dinamiche interne al gruppo non verranno commentate pubblicamente. Una posizione che implicitamente riconosce l'esistenza di tali contatti senza tuttavia fornire chiarimenti sulle modalità e l'estensione della collaborazione.