Sandro Gozi, esponente di spicco di Renew Europe e segretario generale dei Democratici europei, torna a denunciare quello che definisce un atteggiamento ambiguo del Partito popolare europeo. Le sue accuse si intensificano sulla scia di una recente inchiesta della Deutsche Presse-Agentur che ha messo in luce contatti riservati tra la leadership del Ppe e diversi movimenti politici dell'ala destra dello schieramento europarlamentare.
"Abbiamo avvertito da tempo di questa tattica del doppio gioco" sostiene Gozi, facendo riferimento a Manfred Weber, figura chiave all'interno della struttura del Ppe. Secondo l'eurodeputato, il partito mantiene una facciata di moderatismo e europeismo nei confronti della maggioranza parlamentare composta da popolari, socialdemocratici e liberal-democratici, mentre contemporaneamente intesse relazioni negli ambienti dell'estremismo politico. "È una contraddizione che non può più essere ignorata" aggiunge.
Le rivelazioni giornalistiche documentano un network di comunicazioni che si estende oltre i confini dei partiti tradizionali di destra, raggiungendo formazioni ancora più radicali. Gozi cita esplicitamente i contatti con l'Ecr, la famiglia conservatrice europea, ma sottolinea che gli scambi coinvolgono anche Alternative für Deutschland, definendola come movimento neonazista, e includono pure Vannacci, figura politica italiana di recente ascesa nel panorama europeo.
"Del grande partito che vantava i fondatori De Gasperi, Schuman e Adenauer rimane ben poco" osserva Gozi, tracciando una linea che separa l'eredità storica del Ppe dalle attuali dinamiche interne. La preoccupazione del liberale italiano rispecchia un'inquietudine più ampia riguardante l'evoluzione ideologica del principale partito di centro-destra europeo, percepito come sempre più permeabile alle spinte nazionalistiche e populiste.
Secondo Gozi, questa evoluzione comporta rischi significativi per il progetto di integrazione europea nel suo complesso. Le manovre diplomatiche nascoste non rappresentano una sorpresa, ma l'evidenza documentata le rende ancora più preoccupanti agli occhi dei liberali europei, che vedono in questo comportamento una minaccia alla stabilità delle coalizioni parlamentari e ai valori fondanti dell'Unione.