Weston McKennie è tornato a essere una delle colonne portanti della Juventus in questa stagione. Il centrocampista statunitense ha saputo conquistarsi una posizione di assoluto rilievo nello schema tattico di Luciano Spalletti, guadagnandosi anche il prolungamento contrattuale. Eppure il suo percorso in bianconero racconta una storia ben diversa da quella del giocatore affermato che vediamo oggi sul campo.
Nella recente intervista rilasciata al podcast The Cooligans, McKennie ha svelato i retroscena di una permanenza tutt'altro che lineare. «Il mio tempo a Torino è stato come montare sulle montagne russe dal punto di vista emotivo», ha spiegato il centrocampista. «È una relazione molto esposta al pubblico, ma mi sono sempre sentito a casa. Quando la Juventus ha considerato la possibilità di cedermi circa un anno e mezzo fa, avrei potuto scegliere il percorso più semplice e andar via. Invece sapevo che potevo ancora giocare un ruolo importante qui e ritornare titolare».
La determinazione di McKennie si è rivelata cruciale anche di fronte alle difficoltà quotidiane e alle critiche che l'hanno seguito. «Era consapevole che non sarebbe stato facile», ha raccontato. «Magari panchina, allenamenti intensi ogni giorno. Ma ero pronto a tutto. Quando sei con le spalle al muro, non puoi che andare avanti». Il giocatore ha affrontato anche il tema dei commenti online e del dibattito sul suo peso fisico, questioni che ha saputo trasformare in carburante per la prestazione. «Se molte persone conoscessero il mio vero carattere, non direbbero certe cose sui social network che non direbbero mai guardandomi negli occhi».
Le critiche, ha sottolineato McKennie, lo accompagnano da giovane atleta. «Mi hanno messo in discussione fin dalle categorie giovanili, dalle nazionali U17 e U14. Mi hanno tagliato diverse volte dicendomi che non ero abbastanza bravo. Convivo con questa realtà da sempre e, francamente, mi sprona a dare di più anziché abbattermi». Una mentalità che spiega come il centrocampista abbia saputo trovare la giusta continuità sotto la nuova guida tecnica.
Lo sguardo al futuro non sposta l'attenzione dalle sfide immediate. Sebbene McKennie parteciperà ai Mondiali 2026 con la nazionale statunitense, preferisce concentrarsi sul presente. «Non sono uno che progetta troppo in avanti», ha precisato. «Penso partita dopo partita, giorno dopo giorno. Certo, il nostro obiettivo con gli Stati Uniti sarà quello di arrivare il più lontano possibile e competere per la vittoria, come faranno tutte le altre nazionali. Ma ora voglio restare focalizzato su quello che faccio qui, alla Juventus».