L'Inter non riesce a voltare pagina dopo il pesante k.o. nel derby contro il Milan e il risultato umiliante in Champions League contro il Bayern Monaco (1-6). Allo stadio di San Siro arriva un altro pareggio che complica ulteriormente i piani dei nerazzurri, fermati sull'1-1 dall'Atalanta in una gara caratterizzata da tensioni arbitrali e proteste nel secondo tempo.
La squadra di Palladino passa in vantaggio nella prima frazione grazie a Sebastiano Esposito, che porta a segno il suo quinto gol in campionato al 26'. L'azione nasce da un'iniziativa di Dumfries che serve Thuram: il francese gestisce bene il pallone e lo ritrova per Barella, il quale trova lo spazio per il passaggio verso il giovane talento interista. Quest'ultimo, dalla sinistra dell'area, calcia e sorprende Carnesecchi, non particolarmente concentrato nella circostanza. Nel prosieguo del primo tempo, l'Inter sfiora il raddoppio con Esposito e tiene il controllo della partita.
La ripresa si apre sotto una pioggia battente, con i nerazzurri ancora pericolosi. Thuram sfiora il raddoppio con una conclusione da lontano che termina di poco oltre la traversa, mentre Dumfries fallisce una chance di testa da buona posizione. L'Atalanta resiste e gradualmente cresce il suo peso offensivo. Palladino inserisce Krstovic al posto di Scamacca, una mossa che si rivela decisiva quando il difensore pareggia al 76'.
L'episodio del gol del pareggio scatena una tempesta di proteste dalla panchina interista. L'assistente allenatore Chivu ritiene che il gioco avrebbe dovuto essere fermato per un presunto contatto irregolare di Sulemana su Dumfries, ma l'arbitro Manganiello non interviene. Chivu viene prima ammonito e poi espulso per l'intensità delle sue contestazioni. L'episodio simboleggia la frustrazione di una squadra che continua a non trovare la continuità desiderata, collezionando risultati deludenti tra le competizioni europee e domestiche.
Con questo risultato, l'Inter rimane nella lotta ai vertici, ma l'Atalanta consolida la sua posizione nel gruppo di squadre che contendono un posto in Europa. Juve e Roma, impegnate rispettivamente a Udine e a Como, hanno ora l'opportunità di aumentare il distacco rispetto alla Dea, che si trova a -3 dai bianconeri e -4 dai giallorossi. Per gli uomini di Palladino sarà fondamentale trovare di nuovo la compattezza mostrata in altre fasi della stagione, soprattutto in vista dei prossimi impegni.