NAPOLI - Una partita dai due volti quella tra Napoli e Lecce, conclusasi con il successo degli azzurri per 2-1. Dopo un avvio difficile con il vantaggio iniziale dei salentini grazie a Siebert, la squadra di Conte ha saputo reagire con carattere: le marcature di Hojlund e Politano hanno capovolto l'inerzia della gara, permettendo agli uomini del tecnico leccese di consolidare la propria posizione in classifica e restare in scia del Milan, mentre Como e Roma rimangono a debita distanza.

Nel post-partita, Conte è tornato sul momento che ha catturato l'attenzione di tutti: il malore accusato da Banda, calciatore avversario. Il mister non ha nascosto l'emozione provata in quell'istante. "Ero nelle vicinanze quando l'ho visto crollare a terra", ha spiegato al microfono di Dazn. "Nel momento in cui ho notato le mani sul petto, non ho esitato: mi sono buttato e ho subito urlato per far intervenire i soccorritori. Situazioni del genere ci hanno già toccato, e sinceramente auguriamo una pronta guarigione a chiunque le vive".

Al di là dell'episodio emotivo, Conte ha affrontato il tema delle statistiche personali: il raggiungimento dei 600 punti in Serie A. "Non sono uno che insegue i numeri, ma scoprire una media di 2,21 punti per partita e vedersi accostato a grandi maestri del mestiere è motivo di orgoglio personale", ha dichiarato il tecnico, che però ha subito spostato l'attenzione sul presente.

Proprio parlando dell'attuale condizione della rosa, Conte ha toccato il delicato tema dei rientri: Anguissa e De Bruyne stanno tornando dopo lunghe assenze. "Preferisco uno schema con un regista vero davanti alla difesa - ha spiegato - magari Lobotka o Gilmour, supportato da Anguissa oppure McTominay. È un assetto più equilibrato rispetto ad altri abbinamenti. Però non possiamo pretendere che chi rientra da tanti giorni di stop sia subito al massimo della forma. Sono calciatori di valore, ma necessitano di tempo per riprendere la giusta condizione fisica e tattica".

Sulla questione della coesione del gruppo e degli obiettivi, il mister è stato perentorio: "Non c'è spazio per individualismi. Io devo assumermi le mie responsabilità, così come loro devono avere fiducia nel progetto. L'interesse collettivo del Napoli viene prima di tutto. Centrare la qualificazione alla Champions League rappresenta una priorità assoluta per questa società, e noi tutti dobbiamo remare nella stessa direzione per raggiungerla".