La ricorrenza nazionale ungherese del 15 marzo, che commemora la storica rivolta contro l'impero asburgico nel 1848, diventerà domani il palcoscenico di uno scontro politico diretto. Viktor Orban e Peter Magyar, principali contendenti per la guida del Paese, hanno organizzato due eventi di mobilitazione paralleli a Budapest che trasformeranno le strade della capitale in una battaglia di piazza in vista delle elezioni del 12 aprile.

Peter Magyar, avvocato quarantunenne e presidente del partito d'opposizione Tisza, ha lanciato un appello ai suoi sostenitori per quella che ha definito una "gigantesca marcia nazionale" lungo il celebre viale Andrassy. Il candidato ha utilizzato i social media per invitare i cittadini a partecipare a quella che descrive come l'occasione per segnare "il ritorno di un'Ungheria libera". Nei suoi messaggi, Magyar ha promesso una dimostrazione di forza tale da trasmettere "un messaggio alle istituzioni corrotte visibile persino da Mosca", chiamando i cittadini a contribuire insieme a "riscrivere la storia" e a restituire "dignità e splendore al nome ungherese".

Da parte sua, Orban ha organizzato la tradizionale marcia per la pace che si concluderà nella piazza antistante il Parlamento, dove il primo ministro pronuncerà il suo discorso principale. Il leader di Fidesz ha convocato i suoi fedeli utilizzando toni polemici, denunciando quello che descrive come il "ricatto ucraino" e invitando gli ungheresi a "ribellarsi" contro quella che considera un'ingerenza esterna. "L'Ungheria non diventerà una colonia ucraina", ha proclamato Orban nei suoi appelli.

La simultaneità delle due manifestazioni trasformerà il 15 marzo in un test cruciale del consenso politico a poco più di un mese dalle urne. I sondaggi recenti indicano un vantaggio per Magyar, rendendo questa giornata particolarmente significativa per misurare il reale equilibrio delle forze in campo. Le due visioni dell'Ungheria, quella di Orban incentrata sulla sovranità nazionale rispetto alle pressioni internazionali e quella di Magyar focalizzata su democrazia e lotta alla corruzione, si confronteranno domani in uno dei momenti più intensi della campagna elettorale ungherese.