Il primo ministro della Slovacchia Robert Fico ha espresso pieno sostegno a una possibile missione diplomatica dell'Unione europea verso Mosca. In un intervento diffuso tramite i social network, Fico ha dichiarato che appoggerebbe senza riserve qualsiasi mandato affidato all'Ue per avviare colloqui costruttivi con il governo russo finalizzati a un accordo di pace. Le sue affermazioni arrivano in scia alle recenti prese di posizione del primo ministro belga Bart De Wever, che nei giorni scorsi aveva sollecitato i vertici europei a conferire un ruolo protagonista all'Unione nei negoziati con il Cremlino.

Nella sua dichiarazione, Fico ha definito l'orientamento di De Wever come una "voce di ragionevolezza" nel dibattito sulla crisi ucraina, segnalando così una convergenza di vedute tra i due leader su un approccio più dialogico rispetto alle posizioni finora prevalenti in Europa. Il premier slovacco ha utilizzato i canali social per amplificare il suo messaggio, evidenziando come tema centrale la necessità di esplorare vie diplomatiche alternative.

Oltre al sostegno per eventuali negoziati, Fico ha rinnovato le sue critiche verso il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e verso alcune decisioni dell'Ue relative al conflitto. In particolare, ha contestato la chiusura dell'oleodotto Druzhba, snodo cruciale per il trasporto di petrolio nel continente, e l'embargo europeo sulle importazioni energetiche dalla Russia, misure che secondo il leader slovacco avrebbero impatti economici significativi.

Le posizioni espresse da Fico riflettono tensioni più ampie all'interno dell'Unione europea riguardanti la strategia verso la Russia e il conflitto in Ucraina. Mentre diversi stati membri mantengono un atteggiamento di fermezza nei confronti di Mosca, altri governi, come quello slovacco, continuano a spingere per soluzioni negoziali che contemplino un ruolo diretto e proattivo delle istituzioni europee.

Le dichiarazioni del premier slovacco arrivano in un momento di intense discussioni a livello continentale su come affrontare la crisi ucraina, con crescenti pressioni da parte di alcuni paesi per riconsiderare la linea comune dell'Ue e cercare canali diplomatici con il Cremlino, sebbene questa posizione continui a scontrarsi con l'orientamento di maggioranza negli organi decisionali europei e con il supporto mantenuto verso Kiev.