Miguel Díaz-Canel ha rilasciato una dichiarazione ufficiale in cui accoglie le preoccupazioni legittime dei cittadini cubani riguardo alla gravissima situazione energetica che attanaglia l'isola, ma al contempo traccia una linea rossa molto netta rispetto agli episodi di disordine registrati nelle ultime ore. Il presidente ha sottolineato come i prolungati blackout siano una conseguenza diretta dell'embargo americano, recentemente intensificato, ribadendo che le proteste pacifiche e le critiche costruttive rimangono un diritto dei cittadini.

Nella notte tra martedì e mercoledì la città di Moron, situata nella provincia di Ciego de Avila, è stata teatro di tumulti che hanno trasformato una manifestazione popolare in episodi di violenza. Centinaia di residenti si erano radunati nelle strade per protestare contro la mancanza di elettricità e l'insufficienza di derrate alimentari, due problemi che stanno mettendo a dura prova la sopravvivenza quotidiana di milioni di cubani. La situazione è degenerata quando un gruppo di manifestanti ha deciso di prendere di mira la sede locale del Partito comunista, l'unico partito autorizzato a operare legalmente nel Paese.

I manifestanti hanno lanciato pietre contro l'edificio istituzionale, poi hanno sfondato l'ingresso causando danni interni significativi. In seguito, hanno appiccato un incendio utilizzando materiali rinvenuti all'interno della struttura. Le autorità di sicurezza sono intervenute rapidamente per controllare la situazione e ripristinare l'ordine pubblico, procedendo all'arresto di cinque persone coinvolte negli atti vandalici.

Nella sua comunicazione ufficiale pubblicata su X, Díaz-Canel ha chiarito che mentre le lamentele e le rivendicazioni dei cubani sono comprensibili e legittime, purché espresse attraverso canali civili, il governo non tollererà alcuna forma di violenza o danneggiamento di proprietà pubblica. Il presidente ha promesso che coloro i quali si renderanno responsabili di vandalismo e atti violenti dovranno rispondere delle loro azioni: impunità zero è il messaggio lanciato alle piazze cubane. La dichiarazione evidenzia la crescente tensione sociale sull'isola, dove la combinazione di crisi economica strutturale e carenze energetiche acute sta alimentando malcontento diffuso tra la popolazione.