La Formula 1 torna a sorridere all'Italia. Dopo vent'anni dall'ultimo trionfo azzurro, firmato da Giancarlo Fisichella in Malesia, a riportare il Bel Paese sul gradino più alto del podio è stato Kimi Antonelli, che ha dominato il Gran Premio della Cina alla guida della sua Mercedes. Una prestazione che ha catturato l'attenzione di tutto l'ambiente motorsportistico, a partire da chi di vittorie se ne intende.
Contattato dai media, Fisichella ha subito espresso il suo entusiasmo per il risultato del giovane collega, sottolineando come questa rappresenti soltanto la prima di quella che potrebbe diventare una lunga serie di affermazioni. "Sono davvero contento," ha dichiarato l'ex pilota Ferrari e Renault, "perché dopo vent'anni senza vittorie italiane, Kimi se l'è meritata completamente. Spero sinceramente sia solo l'inizio. Attualmente, lui e George Russell con la Mercedes stanno giocando in una categoria completamente diversa rispetto al resto della griglia."
Secondo Fisichella, le credenziali di Antonelli per competere per il titolo mondiale sono solide e concrete. "Considerando la vettura a sua disposizione e soprattutto la qualità della prestazione offerta sia nelle qualifiche che nella gara vera e propria, ritengo che abbia tutte le carte in regola," ha aggiunto l'ex campione. "Se riuscisse a mettere sotto pressione Russell dal punto di vista psicologico e a staccarsi in classifica, allora sì, potrebbe davvero contendersi il mondiale. L'importante è che continui a spingere in ogni occasione, sapendo che la sua giovane età – ha solo 19 anni – rappresenta un vantaggio, non un peso."
Fisichella ha voluto anche tranquillizzare il talento italiano sul ruolo di compagno di squadra rispetto a Russell. "Non deve vivere con l'ansia del risultato immediato," ha spiegato. "Se in alcune gare restasse dietro a George, non sarebbe una tragedia. Il compito di Kimi è sfruttare ogni opportunità per metterlo in difficoltà e far valere le sue qualità quando la situazione lo consente."
L'ex pilota italiano ha anche voluto ripercorrere la storia di Antonelli, affermando che il suo talento era già evidente anni fa. "Quando io correvo nell'endurance italiano e lui nella Formula Regional, si notava che possedeva qualcosa di speciale rispetto ai suoi avversari," ha ricordato Fisichella. "Non è casuale che la Mercedes lo abbia seguito fin da bambino e lo abbia promosso in F1 assegnandogli immediatamente una monoposto competitiva. Il potenziale c'era già e ora lo sta dimostrando concretamente sul circuito."