Una nuova iniziativa che combina passione calcistica e responsabilità sociale prende forma nella capitale. Renato Miele, ex calciatore della Lazio, ha dato il via a un ambizioso progetto che trasforma il pallone in uno strumento di inclusione e riscatto per i bambini che vivono situazioni di vulnerabilità economica e sociale. L'Asd Vigor Mellis, con il patrocinio dell'amministrazione comunale, apre le porte a piccoli atleti tra i 7 e i 14 anni provenienti da contesti fragili, offrendo loro la possibilità di praticare lo sport gratuitamente.

Dal prossimo lunedì 16 marzo, oltre trenta bambini e bambine convergeranno presso l'impianto sportivo "V. Angelucci" per i loro primi allenamenti. Quello che rende straordinario questo progetto è la sua dimensione internazionale: accanto ai piccoli calciatori locali, troveranno spazio un giovane palestinese, sette coetanei ucraini e altrettanti atleti provenienti dal Perù e dall'Ecuador. Una vera e propria comunità multiculturale unita dalla voglia di giocare.

Gli allenamenti saranno condotti da una schiera di ex professionisti del calcio italiano, con Miele stesso in prima linea insieme a Giordano, Chierico, Brio, Oddi, Orsi, Cordova, Sulfaro, Mauri, Manzoni, Perrone e Calisti. A coordinare l'attività tecnica sarà Pietro Ghedin, che ha ricoperto il ruolo di vice allenatore della nazionale italiana sotto la gestione di Giovanni Trapattoni, garantendo così standard qualitativi elevati.

Secondo il fondatore del progetto, l'obiettivo è chiaro e ambizioso: "Vogliamo raggiungere le famiglie che non hanno le risorse economiche per iscrivere i figli a una scuola calcio tradizionale". Miele sottolinea come molti bambini, soprattutto quelli in comunità d'accoglienza o con genitori in situazioni giudiziarie complicate, rimangono sistematicamente esclusi dalle strutture sportive classiche a causa del costo degli iscritti. "Questo progetto nasce proprio per abbattere queste barriere e permettere a chiunque di inseguire la propria passione, indipendentemente dalle circostanze familiari".

L'ex giocatore non nasconde le ambizioni future: qualora l'esperimento si riveli positivo, la visione è quella di consolidare ulteriormente l'iniziativa, creando una vera e propria scuola calcio strutturata che rimanga però saldamente dedicata ai giovani che altrimenti verrebbero esclusi dal mondo dello sport. Una scommessa che punta a trasformare il calcio da semplice intrattenimento a leva di inclusione sociale e opportunità di riscatto.