Ursula von der Leyen ribadisce l'impegno di Bruxelles nel contrastare la migrazione irregolare attraverso soluzioni innovative e una cooperazione rafforzata con le nazioni al di fuori dell'Ue. In una lettera indirizzata ai leader europei in preparazione del prossimo vertice europeo, la presidente della Commissione evidenzia come gli sforzi comuni con organizzazioni internazionali come l'Organizzazione internazionale per le migrazioni e l'Agenzia Onu per i rifugiati stiano producendo risultati concreti nel consolidare sistemi di asilo sostenibili nei Paesi di origine e transito.
Sulla fronte normativa, Bruxelles ha già avanzato passi significativi. L'Ue ha approvato nuove regolamentazioni sulla classificazione dei Paesi terzi sicuri e ha stilato la prima lista ufficiale dei Paesi di origine considerati sicuri. Questi provvedimenti rappresentano una base giuridica più solida per affrontare il fenomeno migratorio secondo i principi europei di tutela dei diritti fondamentali.
Tra le priorità sottolineate da von der Leyen spicca il rafforzamento dei rimpatri dai territori dell'Unione. L'esecutivo comunitario si dichiara disponibile a supportare i colloqui tra il Parlamento europeo e il Consiglio sul regolamento dedicato ai rimpatri, spingendo per raggiungere un compromesso nei tempi più brevi possibili. L'obiettivo è rendere il meccanismo europeo sensibilmente più efficiente e aumentare concretamente il numero di cittadini stranieri senza diritto di soggiorno che vengono effettivamente rimpatriati nei loro Paesi.
La strategia dell'Ue si fonda su un approccio complessivo che tocca tutti i snodi della rotta migratoria, dalla prevenzione nelle aree di origine fino agli accordi di riammissione con i Paesi terzi. Secondo Bruxelles, questa visione integrata è essenziale per costruire soluzioni durature, affrontando le cause strutturali dei flussi migratori e al contempo garantendo protezione adeguata a chi ne ha diritto. Il tema tornerà prepotentemente al centro del dibattito europeo nel corso del vertice di fine marzo.