La Commissione europea sta mettendo a punto una strategia coordinata per affrontare le sfide del Mediterraneo. Secondo quanto comunicato dalla presidente Ursula von der Leyen in una lettera ai leader europei in vista del vertice di metà marzo, il cosiddetto Patto per il Mediterraneo avrà il suo primo piano operativo pronto per il prossimo aprile. Il documento, elaborato insieme ai governi europei e ai Paesi affacciati sulla sponda sud del Mediterraneo, rappresenta il tentativo di Bruxelles di mettere insieme una risposta coerente a problematiche comuni che interessano l'intera regione.

Il piano d'azione prevede circa venti iniziative congiunte che spaziano su ambiti molto diversi tra loro. Accanto alle azioni tradizionali legate alla migrazione e alla lotta al traffico di esseri umani, il pacchetto include interventi volti a stimolare lo sviluppo economico attraverso investimenti strategici, nonché misure di rafforzamento della sicurezza e della capacità di gestione delle crisi. Un approccio, dunque, che va oltre la semplice gestione dei flussi migratori per affrontare le cause strutturali e i fattori geopolitici che caratterizzano l'area.

Sebbene il 2025 abbia registrato una diminuzione complessiva dei tentativi di attraversamento del Mediterraneo su gran parte delle rotte note, la situazione resta tutt'altro che stabile. Von der Leyen sottolinea con preoccupazione l'andamento contrario riscontrato sulle rotte del Mediterraneo centrale e orientale, dove si è verificato un incremento significativo delle partenze soprattutto dalla Libia. Questo elemento segnala che mentre alcuni percorsi diventano meno frequentati, altri guadagnano tragicamente in importanza nei piani degli scafisti e degli organizzatori del traffico.

Per questo motivo, il dialogo con le autorità libiche rimane centrale nella strategia europea. L'Ue continua a erogare risorse finanziarie e assistenza tecnica per potenziare i sistemi di controllo delle frontiere libiche e aumentare le capacità locali di ricerca e soccorso in mare. Contemporaneamente, Bruxelles mantiene il focus sulla repressione del traffico di migranti, operazione sempre più complessa vista la sofisticazione delle reti criminali coinvolte. In parallelo, con il supporto dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni, vengono sostenuti programmi di rimpatrio volontario dalla Libia verso i Paesi d'origine, cercando di offrire alternative ai migranti rispetto al percorso illegale via mare.