Nel febbraio del 2024, di fronte all'escalation di attacchi perpetrati dai ribelli houthi contro le navi mercantili, l'Unione Europea ha deciso di lanciare Aspides, un'operazione militare dal nome greco che significa letteralmente 'scudo'. La missione, finanziata inizialmente con 42 milioni di euro, rappresenta il tentativo europeo di difendere uno dei corridoi commerciali più vitali per l'economia globale: quello che unisce lo Stretto di Hormuz al Canale di Suez, passaggio obbligato per circa il 12% del commercio mondiale e quasi il 30% dei container che viaggiano tra l'Asia e l'Europa.

L'area di competenza della missione si estende su un'ampia porzione del Medio Oriente marittimo, comprensiva del Mar Rosso, del Golfo di Aden, del Mar Arabico e dei due golfi principali, quello di Oman e quello Persico. Attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb, che rientra nel raggio d'azione dell'operazione, transita circa il 10% del petrolio che viene spedito via mare nel pianeta, cifra che sottolinea l'importanza strategica di questa zona per l'approvvigionamento energetico europeo.

Il dispositivo militare messo in campo dalle otto nazioni aderenti – Italia, Grecia, Francia, Belgio, Svezia, Lettonia, Estonia e Germania – prevede mediamente tre unità navali fra fregate e cacciatorpediniere, cinque assetti aerei fra droni e velivoli di pattugliamento e circa 640 militari complessivi. L'Italia ha schierato i cacciatorpedinieri Caio Duilio e Andrea Doria insieme alle fregate Virginio Fasan e Federico Martinengo. Il comando strategico rimane nelle mani di Atene, con quartier generale nella città greca di Larissa, mentre la gestione tattica delle operazioni in mare ruota periodicamente tra i paesi contributori.

A partire dal 14 marzo scorso, è toccato all'Italia guidare la forza navale attraverso il contrammiraglio Milos Argenton, con la cerimonia ufficiale di passaggio di consegne che si terrà a breve a bordo della fregata Rizzo, attualmente dislocata nelle acque del Mar Rosso. Questa operazione si aggiunge ad altre due missioni navali già operative nella regione: Atalanta, attiva sin dal 2008 contro la pirateria somala, ed Emasoh/Agenor, lanciata nel 2020 su iniziativa della Francia per monitorare lo Stretto di Hormuz.

I risultati conseguiti da Aspides dall'inizio dell'operazione evidenziano l'efficacia dell'intervento europeo: le navi della missione hanno scortato in sicurezza oltre 470 mercantili, abbattuto una ventina di droni nemici, eliminato due imbarcazioni telecomandate e neutralizzato quattro missili balistici. Il mandato dell'operazione è destinato a durare almeno fino a marzo 2027, garantendo così una protezione stabile a uno dei passaggi marittimi più importanti per il commercio internazionale e per l'economia europea.