Un dettaglio apparentemente piccolo, ma che racconta molto della gestione tattica della Roma nel delicato scontro diretto contro il Como per i posti in Champions League. Al settimo minuto di gioco, l'arbitro Massa concede un calcio di rigore ai giallorossi per un fallo di Diego Carlos su El Shaarawy. Pellegrini, designato uomo dei rigori, si avvia verso il dischetto con il pallone tra le mani, pronto a trasformarlo come da consuetudine.
Ma qualcosa cambia improvvisamente. Mentre il capitano romanista sta per posizionare la sfera sul punto di battuta, gli si avvicina Cristante, che sussurra una parola inequivocabile letta agevolmente dalle telecamere: "Malen". Lo stesso Pellegrini ripete il nome dell'attaccante olandese, girando lo sguardo verso la panchina. È evidente che la decisione arriva da lì, dall'area tecnica, probabilmente per una valutazione tattica del momento o per specifiche condizioni del portiere avversario Butez.
Senza obiezioni, Pellegrini consegna immediatamente il pallone a Malen, che si presenta sul dischetto con assoluta sicurezza. L'attaccante olandese non tradisce la fiducia riposta in lui: realizza una battuta magistrale, spiazzando completamente Butez e sigillando il gol dell'1-0 per la Roma. Una rete che rappresenta il settimo centro di Malen in dieci presenze di campionato, confermando un momento di forma eccellente.
Questa scena mette in luce come anche i dettagli più marginali possano rispecchiare le scelte strategiche di una squadra in lotta per obiettivi importanti. La Roma, con questa sfida, cerca di consolidare le proprie ambizioni europee, e ogni decisione, persino quella di affidare un rigore a un giocatore diverso dal solito, può influenzare l'esito della partita. La fiducia nella qualità tecnica di Malen e probabilmente la lettura tattica dell'avversario hanno prevalso sulle abitudini consolidate.