Lo scontro tra Como e Atalanta va oltre il risultato finale. Al termine della gara, vinta dai lariani per 2-1 lo scorso 15 marzo, Cesc Fabregas ha dovuto registrare un episodio che lo ha lasciato deluso: Gian Piero Gasperini ha abbandonato il campo senza il consueto scambio di saluti con l'avversario.
Il mister del Como non ha trattenuto le critiche, definendo il comportamento del collega come «antisportivo». Nel suo intervento ai media, Fabregas ha spiegato come per lui il rituale della stretta di mano rappresenti un momento imprescindibile, indipendentemente dall'esito della partita o dalle circostanze che l'hanno preceduto. «Quando sono arrabbiato, espulso o ritengo che l'arbitro abbia commesso un errore, vado comunque a salutare l'avversario. È una questione di rispetto reciproco», ha dichiarato lo spagnolo, che ha voluto replicare al gesto ritenendolo inappropriato per chi ricopre il ruolo di allenatore.
Fabregas ha anche sottolineato come, nel suo percorso formativo calcistico, questa pratica sia sempre stata considerata fondamentale. L'allenatore ha riconosciuto che proviene da una realtà calcistica diversa, dove tali valori sono radicati, ma ha ribadito che indipendentemente dalle tradizioni territoriali, «quando il fischio finale suona, tutto quello che accade in campo deve restare in campo». Ha inoltre rimarcato l'importanza dell'esempio che gli allenatori devono dare alle nuove generazioni, specialmente in un contesto dove le società vivono momenti particolarmente critici.
Passando all'analisi della sfida stessa, Fabregas ha evidenziato come il primo tempo non avesse rispecchiato un certo equilibrio tra le squadre, specialmente dopo un contestato episodio di rigore. Nella ripresa, tuttavia, il Como ha mostrato una reazione decisa, cambiando il corso della partita e ribaltando il risultato iniziale. L'allenatore ha elogiato la qualità e la versatilità tattica della sua squadra, elementi che ritiene determinanti per le prossime sfide.
Quanto alla lotta per un posto in Champions League, Fabregas ha preferito non enfatizzare eccessivamente la posizione attuale della squadra, ricordando che il Como, sebbene quarto in classifica, non ha ancora matematicamente assicurato la qualificazione alle competizioni europee. Ha inoltre osservato come il match contro i bergamaschi rappresenti sempre un'occasione per affrontare squadre dall'elevato livello tattico, un confronto che lo ha aiutato a crescere professionalmente dal suo arrivo in Serie A.