La Salernitana cambia proprietario. Dopo quattro anni e mezzo, Danilo Iervolino ha trovato l'acquirente che rilevará il club campano: Cristiano Rufini, imprenditore romano e maggiore azionista di Olidata, società quotata in borsa. L'operazione era stata definita nei particolari grazie a un intermediario romano che ha messo in contatto i due imprenditori. Martedì è fissato l'appuntamento presso uno studio notarile della capitale per firmare la documentazione preliminare.
Rufini non è una figura sconosciuta nel panorama imprenditoriale italiano. È presidente e azionista di maggioranza di Olidata spa, che nel 2023 è stata nuovamente quotata sul Mercato Euronext Milan. Ha inoltre alle spalle un'esperienza come presidente di Sferanet srl. Nel presente, è anche azionista della Virtus Bologna, di cui Olidata è sponsor principale per la stagione in corso.
Per quanto riguarda i tempi, il passaggio di proprietà non sarà immediato. La FIGC ha introdotto nuove procedure di verifica e protezione per i club di Lega Pro, che comporteranno circa due settimane di iter amministrativo. La finalizzazione della transazione è attesa entro aprile. Tra le clausole dell'accordo, Rufini assumerà una fideiussione di 7,5 milioni presso un istituto di credito, oltre a farsi carico dei debiti correnti della società.
Per Iervolino l'operazione rappresenta una chiusura: acquistó la Salernitana dal trust nel gennaio 2022 per 10 milioni, investendovi successivamente oltre 310 milioni complessivi, dei quali ha recuperato circa 170 milioni. Il bilancio sportivo è risultato deludente rispetto alle aspettative: due salvezze in Serie A e due retrocessioni consecutive, oltre alla recente ricapitalizzazione di 12 milioni effettuata nei giorni scorsi.
La società che Rufini acquisterà è tuttavia in buone condizioni strutturali: non presenta debiti e risulta in regola con tutti i pagamenti. Attualmente la Salernitana occupa il terzo posto in classifica dopo la vittoria contro il Crotone, e l'allenatore Cosmi sta conducendo i granata verso i playoff. Per il momento, l'assetto dirigenziale rimane invariato, sebbene non siano esclusi cambiamenti futuri a livello manageriale.