La protesta dell'Inter non accenna a placarsi. Dopo il contatto tra Frattesi e il difensore dell'Atalanta, che avrebbe meritato la massima punizione secondo i nerazzurri, la dirigenza di viale Liberazione ha scoperto un secondo episodio nella medesima azione: uno scontro tra Ederson e Dumfries in area che, per il club meneghino, avrebbe dovuto portare a un calcio di rigore. A complicare ulteriormente la situazione, nessuno dei due interventi è stato passato al vaglio della tecnologia Var, scatenando nuove recriminazioni.
La tensione sale ulteriormente per la scelta dell'Aia di coinvolgere Chiffi in due partite della giornata con incarichi diversi: arbitro in Inter-Atalanta sabato pomeriggio e video-assistente nella sfida tra Lazio e Milan disputata il giorno precedente. Una coincidenza che sorprende i vertici nerazzurri, soprattutto considerando che le due gare vedevano protagoniste le prime due squadre in classifica. Inoltre, il club contesta il ruolo affidato a Gariglio come direttore di gara, considerandolo insufficientemente preparato e inserito in un sistema di riciclo di arbitri dismessi.
Anche se al momento non sono arrivate chiamate ufficiali verso i vertici federali, gli animi a San Siro rimangono roventi. Sabato pomeriggio, nello stadio meneghino, si è già verificato un colloquio diretto tra i rappresentanti dell'Aia Gervasoni e De Marco e i dirigenti interisti. Significativamente, gli stessi rappresentanti dell'Associazione arbitri hanno ammesso che il rigore su Frattesi andava fischiato. Tuttavia, il riconoscimento dell'errore non ha tranquillizzato la società, anzi ha alimentato ancora di più la frustrazione.
La dirigenza interista sta valutando di rompere il silenzio attraverso un intervento pubblico dell'amministratore delegato Marotta nei prossimi giorni. Il club lamenta una disparità di trattamento rispetto ad altri episodi controversi: mentre il caso della simulazione di Bastoni in Inter-Juventus ha scatenato aspre critiche, altrettanto non è accaduto per altri errori gravissimi a sfavore dei nerazzurri, come il rigore inesistente concesso al Napoli lo scorso ottobre. Secondo i calcoli della società, sono almeno tre gli episodi decisivi sbagliati a danno dell'Inter nel corso della stagione.
Il sospetto che germoglia negli ambienti interisti è che questi errori non siano casuali, bensì una forma di compensazione dovuta a episodi precedenti. La ripetitività delle decisioni sbagliate sta inoltre alimentando dubbi sulla gestione complessiva del sistema arbitrale, nonostante l'Aia continui a trovare giustificazioni tecniche per la stragrande maggioranza delle scelte controverse. Il bivio è netto: se gli errori continueranno, sarà difficile per l'Inter contenere ulteriormente la propria protesta.