La Germania riconosce l'efficacia del modello italiano nella lotta al trasporto irregolare. È quanto emerge da un'inchiesta della ARD, la principale emittente televisiva tedesca, che ha analizzato le criticità del settore logistico germanico dove operatori senza scrupoli sfruttano la carenza di autisti qualificati, reclutando conducenti dall'estero senza documenti validi e a costi ridottissimi.
Il nodo della questione riguarda il certificato A1, obbligatorio in Italia e in altri Paesi europei: i conducenti devono esibirlo ai controlli stradali, con informazioni complete sull'assicurazione sanitaria e sul datore di lavoro. In Germania questa disposizione non esiste. Solo la dogana può consultare il database dell'Unione Europea dove sono registrati questi certificati, ma gli ufficiali doganali controllano raramente i camionisti in strada e si concentrano principalmente sulla ricerca di droga e contrabbando. Polizia stradale e funzionari dell'Ufficio federale per la logistica non hanno accesso a queste informazioni, creando vuoti normativi difficili da colmare.
A Norimberga-Feucht opera da anni un'unità speciale della polizia stradale, probabilmente l'unica del genere nel Paese, attiva principalmente durante le ore notturne con tre veicoli massimo. Gli agenti si concentrano sui controlli ai camion, verificando il rispetto delle norme sugli orari di lavoro, il fissaggio dei carichi e la sicurezza stradale. Sempre più frequentemente scoprono conducenti di nazionalità kazaka, kirghisa, nepalese e africana che non avrebbero alcun diritto di guidare in Europa. Negli ultimi anni sono stati sequestrati centinaia di passaporti contraffatti, patenti false e permessi di lavoro fasulli.
L'inchiesta PlusMinas della ARD ha individuato un centro nodale del traffico irregolare di manodopera in Lituania, dove operano numerose agenzie di intermediazione lavorativa. Su siti di annunci online in caratteri cirillici, destinate a candidati provenienti dalle ex repubbliche sovietiche, compaiono offerte di aziende lituane che cercano camionisti per l'Unione Europea, esplicitamente "senza esperienza". A Vilnius risulterebbero registrate oltre dieci agenzie autorizzate dal ministero del Lavoro tedesco come intermediari professionali, ma diverse operano da indirizzi fittizia.
Il meccanismo economico è semplice e redditizio: le società risparmiano sulla manodopera affidandosi a reti criminali. Proprio per questo motivo il modello italiano, basato su controlli immediati attraverso sistemi digitali e sanzioni milionarie alle aziende responsabili, rappresenta un esempio virtuoso che attrae l'attenzione delle istituzioni germaniche alla ricerca di soluzioni più efficaci per regolarizzare il settore.