Al Bluenergy Stadium di Udine è andato in scena uno spettacolo calcistico che riporta la mente ai tempi d'oro di Roberto Baggio e Alessandro Del Piero. Protagonista assoluto della serata è stato Kenan Yildiz, il ventenne turco della Juventus, che ha trascinato i bianconeri con una prestazione semplicemente eccezionale. La sua classe, la fluidità nei movimenti e la capacità di sorprendere gli avversari hanno catturato l'attenzione non solo degli esperti di calcio, ma anche dei più giovani sugli spalti, che lo hanno acclamato come una vera pop star.

L'episodio più emblematico della serata è accaduto quando Spalletti lo ha richiamato in panchina durante i minuti finali della partita, ancora in bilico. Una vera e propria onda di entusiasmo si è sollevata dalla tribuna centrale dello stadio friulano: decine, forse più di cento bambini hanno abbandonato i loro posti per correre dietro la panchina bianconera, gridando il nome di Yildiz. Non interessava loro l'esito della gara o il tentativo di rimonta dell'Udinese: volevano solo vedere il loro nuovo idolo. Un momento che racchiude quanto questo giovane talento sia riuscito a catturare l'immaginazione del pubblico italiano.

Su di lui si è espresso anche Jeremie Boga, l'esterno ivoriano appena rientrato in Serie A con la maglia di un club di primo piano: "Yildiz fa innamorare il calcio". E non è un complimento casuale. Per quasi un'ora intensa, il numero 10 bianconero ha offerto una lezione di calcio offensivo: corse intelligenti, dribbling precisi, scambi nello stretto con i compagni e intuizioni che hanno messo in difficoltà costante la difesa avversaria. La sua grande dote risiede nell'imprevedibilità: a differenza di molti altri fantasisti, non ha una sola strada per sfuggire agli avversari quando punta l'uomo. Può andare indifferentemente sul piede destro o sinistro, e il suo cambio di passo dalla sinistra, la sua corsia naturale, lo rende praticamente imprendibile.

Spalletti aveva anche provato a schierarlo da falso nove, un esperimento che non ha dato i risultati sperati. L'allenatore bianconero intendeva avvicinarlo all'area di rigore, come fece tempo fa con Francesco Totti a Roma, ma Yildiz ancora non possiede la tecnica e la fisicità di quel campione per eclissare gli avversari in quella posizione. Dopo soli trenta minuti, il tecnico ha deciso di ricondurlo sulla fascia, dove il turco ha ripreso a dettare legge e ha addirittura sbloccato il compagno Boga.

Malgrado le prestazioni di alto livello, Spalletti ritiene che il ventunenne (compirà gli anni a maggio) possa e debba migliorare ulteriormente. Secondo il tecnico, il potenziale offensivo di Yildiz è ancora superiore a quanto dimostrato in campo: il giovane dovrebbe concludere con più decisione verso la porta, sviluppando maggiore cinismo sottoporta. Non è ancora un prodotto finito e ha ampi margini di crescita, ma il percorso compiuto nelle ultime settimane è già significativo e promettente per il futuro della Juventus.