Un aggiornamento rilasciato giovedì scorso per Tomb Raider I-III Remastered ha trasformato l'entusiasmo della community in frustrazione. La patch introduce una modalità sfida e una decina di nuovi outfit per i personaggi, ma la loro realizzazione grafica ha immediatamente sollevato dubbi tra i giocatori affezionati. Le immagini degli abiti circolate sui social hanno fatto scattare l'allarme: secondo molti utenti, gli asset non risultano coerenti con gli standard qualitativi del resto del gioco. Su Reddit, dove la discussione ha raggiunto toni molto accesi, gli utenti hanno espresso il loro disappunto senza giri di parole, sottolineando come consumatori e appassionati non possono tollerare questo livello di qualità.

La critica ha trovato una voce autorevole in Giovanni Lucca, il responsabile della direzione artistica del remaster originale sviluppato da Saber Interactive. Lucca ha pubblicato un post sulla piattaforma X per chiarire che né lui né i developer originali sono stati coinvolti nella realizzazione di questa patch. Due giorni dopo, ha condiviso un video definendo esplicitamente l'aggiornamento una "mostruosità", accompagnando il commento con un'emoji di pagliaccio. Un gesto che non lascia dubbi sulla sua valutazione del lavoro.

Come elemento di contesto, va precisato che Lucca ha espresso in passato posizioni critiche verso quelle che chiama istanze di "attivismo woke" sui social media. Una considerazione che invita a leggere le sue dichiarazioni con una certa prudenza critica. Tuttavia, il fatto che una figura centrale del progetto originale abbia sentito il bisogno di prendere pubblicamente le distanze rimane un indicatore significativo dello scollamento tra le aspettative e il risultato, al di là delle sue personali convinzioni su questioni più ampie.

Al cuore delle preoccupazioni c'è una questione che sta diventando sempre più rilevante nel settore: il possibile utilizzo dell'intelligenza artificiale generativa per la creazione di asset grafici. Sebbene non sia ancora possibile confermare con certezza se i nuovi contenuti siano stati prodotti tramite strumenti di IA, i sospetti della community non nascono dal nulla. La software house Aspyr, responsabile del remaster, è stata contattata da PC Gamer per fornire chiarimenti in merito, ma finora non ha fornito risposta ufficiale.

Lo storico recente della casa di sviluppo alimenta ulteriormente i dubbi. Lo scorso settembre, Aspyr aveva già dovuto intervenire con una patch correttiva per rimediare a linee di dialogo vocale ritenute "non autorizzate" presenti nella stessa raccolta. Un episodio che non gioca a favore della fiducia dei giocatori nei confronti della qualità del supporto post-lancio e della gestione complessiva del progetto.