L'Italia rilancia il proprio impegno nelle operazioni europee di sicurezza marittima, ma traccia un confine netto rispetto alle eventuali estensioni territoriali. Nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso pieno sostegno al rafforzamento della missione Aspides, l'operazione dell'Unione Europea attiva nel Mar Rosso da oltre un anno per contrastare gli attacchi ai navigli commerciali.

Tajani ha tuttavia chiarito che Roma non ritiene opportuno allargare il mandato della missione allo stretto di Hormuz, nel Golfo Persico. Secondo il capo della diplomazia italiana, una simile modifica presenterebbe ostacoli significativi dal punto di vista operativo e giuridico. "Continueremo a lavorare in quella direzione e siamo pronti anche a incrementare le risorse destinate sia ad Aspides che ad Atalanta", ha dichiarato il ministro, riferendosi alle due principali operazioni marittime europee.

La posizione italiana si basa su una valutazione pragmatica dei compiti assegnati a ciascuna missione. Aspides e Atalanta, ha spiegato Tajani, hanno mandate specifici e ben definiti: la prima con funzioni anti-pirateria nel Mar Rosso, la seconda con ruolo difensivo. Estendere queste operazioni in aree geografiche diverse comporterebbe una rivisitazione completa dei loro mandati e delle loro strutture organizzative, un processo che il governo considera complesso e potenzialmente problematico.

La dichiarazione riflette la volontà italiana di restare protagonista negli sforzi europei di sicurezza marittima, senza però spingersi verso un'escalation di impegni che comporterebbe modifiche strutturali significative. L'Italia conferma così la sua lealtà agli attuali pilastri della difesa navale europea, pur manifestando disponibilità al loro consolidamento nei teatri operativi già definiti.