Un'occasione imperdibile per gli amanti della musica da camera: il Takács Quartet, una delle formazioni strumentali più autorevoli della scena internazionale, farà tappa a Roma il prossimo 17 marzo. L'evento, organizzato dall'Istituzione Universitaria dei Concerti, si terrà presso l'Aula Magna della Sapienza con inizio alle 20:30. Questo concerto rappresenta un momento speciale, giacché l'ensemble celebra appunto il mezzo secolo di attività artistica con una proposta musicale di grande fascino e varietà.
Il programma proposto dai quattro musicisti guidati da Edward Dusinberre (primo violino) abbraccia capolavori di diverse epoche e stili. Si parte dal celebre "Reiterquartett" di Haydn, uno dei vertici del repertorio classico, per passare alla musica del Novecento con la Seconda Sonata per quartetto di Mieczysław Weinberg, compositore di origine polacca ma radicato nella tradizione sovietica. Non manca il capolavoro impressionista di Debussy, mentre la serata accoglie la prima esecuzione romana di "Nexus", composizione contemporanea di Clarice Assad, di cui il Takács è dedicatario ufficiale.
La storia del Takács è quella di un ensemble che ha saputo reinventarsi costantemente mantenendo la propria identità artistica. Fondato nel 1975 presso l'Accademia Franz Liszt di Budapest da Gábor Takács-Nagy, Károly Schranz, Gábor Ormai e András Fejér allora giovani studenti, il quartetto ha guadagnato riconoscimento internazionale già due anni dopo quando ha conquistato il primo premio al concorso internazionale di Evian in Francia. Nel corso dei decenni ha raccolto premi prestigiosi, tra cui tre Grammy Award e tre Gramophone Awards, oltre ad essere stato il primo quartetto d'archi a entrare nella Hall of Fame della rivista Gramophone nel 2012.
Ciò che rende particolarmente affascinante il cammino del Takács è la sua apertura verso progetti innovativi e contaminazioni con altre forme d'arte. L'ensemble ha collaborato con grandi attori come Meryl Streep e Philip Seymour Hoffman per rappresentazioni ispirate ad opere letterarie, ha suonato regolarmente con la band folk ungherese Muzsikas e ha girato il mondo accompagnando il celebre poeta statunitense Robert Pinsky. Più recentemente, l'attuale formazione composta da Dusinberre, Harumi Rhodes, Richard O'Neill e András Fejér ha ultimato il progetto "Flow" di Nokuthula Ngwenyama per l'etichetta Hyperion, mentre per la prossima primavera è atteso un nuovo album che vedrà il quartetto affiancare il pianista Marc-André Hamelin in interpretazioni di Florence Price e Antonín Dvořák.
La carriera del Takács prosegue a ritmo sostenuto con una fitta programmazione di tournée internazionali che testimonia la validità artistica e la qualità interpretativa di un ensemble entrato ormai nell'olimpo della musica da camera mondiale. Il concerto romano del 17 marzo rappresenta pertanto un'opportunità rara per il pubblico italiano di assistere a uno dei massimi ensemble del nostro tempo nel momento in cui celebra il proprio cinquantesimo anniversario.