Un'opera destinata al successo che invece svanì dall'interesse dei musicisti e del pubblico per oltre un secolo. È la storia di Mazeppa, il dramma lirico in cinque atti della compositrice e pianista francese Clémence de Grandval, ora recuperato dal Palazzetto Bru Zane attraverso una nuova pubblicazione che comprende un ricco volume e due dischi con la prima registrazione mondiale del capolavoro.

La partitura, con testo di Charles Grandmougin e Georges Hartmann, debuttò il 23 aprile 1892 al Grand Théâtre di Bordeaux, dove gli spettatori e la critica accolsero la musica come un'opera destinata a lasciare il segno nel panorama musicale francese. Il libretto narra le vicende del militare cosacco Ivan Mazeppa, tra apoteosi e rovina, in una Ucraina devastata dalla guerra. Nonostante le promesse iniziali, l'opera cadde progressivamente nell'oblio a causa dell'evoluzione del gusto musicale della Belle Époque e della scomparsa della compositrice nel 1907.

La nuova edizione curata dal Centro di musica romantica francese con sede a Venezia presenta un volume di 157 pagine con presentazioni critiche e il libretto in francese e inglese. La registrazione discografica è stata realizzata lo scorso gennaio presso il Prinzregententheater di Monaco di Baviera, con l'Orchestra sinfonica e il Coro della radiotelevisione locale sotto la direzione di Mikhail Gerts. I due cd sono disponibili in download e streaming sulle principali piattaforme digitali, con libretto scaricabile online.

Clémence de Grandval (1828-1907), nata in una famiglia aristocratica, fu una delle compositrici più rappresentate in Francia durante la fine del diciannovesimo secolo. Ebbe come maestri Camille Saint-Saëns per la composizione e Frédéric Chopin per il pianoforte, e ricoprì una posizione di prestigio nella Société Nationale de Musique, collaborando con i più illustri librettisti dell'epoca. Mazeppa rappresenta il suo ultimo lavoro teatrale e viene considerato il suo testamento artistico, caratterizzato da scene eroiche alternate a momenti intimi, contrasti drammatici e colpi di scena che coinvolgono ensemble e coro.

L'operazione di recupero del Palazzetto Bru Zane risponde a una necessità storiografica: riportare alla luce le voci dimenticate della musica europea, particolarmente quella femminile, offrendo al pubblico contemporaneo l'opportunità di riscoprire una creazione artistica che la storia musicale aveva ingiustamente relegato nell'ombra. La nuova edizione rappresenta un contributo significativo alla valorizzazione del patrimonio operistico francese e alla memoria di un'artista che merita di essere ricordata non come una nota a margine della storia della musica, ma come una figura centrale della scena lirica del suo tempo.