Prosegue in aula il procedimento giudiziario relativo alla tragedia consumatasi a Villa Pamphili, dove il cittadino americano Francis Kaufmann è chiamato a rispondere del duplice omicidio. Le vittime sono la compagna Anastasia Trofimova e la loro figlioletta Andromeda, di soli undici mesi, rinvenuta senza vita il 7 giugno scorso all'interno del celebre parco della capitale.
La Procura di Roma contesta formalmente a Kaufmann la responsabilità della morte di entrambi i congiunti. Nel corso dell'udienza odierna, due visitatori del parco hanno fornito una ricostruzione scioccante del momento in cui il corpicino della bambina è stato scoperto. I testimoni hanno riferito di aver notato quello che in un primo momento sembrava un giocattolo tra la vegetazione incolta, privo di indumenti e con il volto non visibile. Solo successivamente, con l'arrivo delle forze dell'ordine, è emersa la vera natura della macabra scoperta.
Altri frequentatori abituali della zona hanno reso testimonianza circa le loro osservazioni nelle settimane che hanno preceduto gli eventi delittuosi. Diversi visitatori hanno ricordato di avere visto la famiglia vivere all'interno del parco durante il mese di maggio: una donna bionda con una neonata fra le braccia e un uomo che dormivano all'aperto. Alcuni di loro hanno riferito di essersi preoccupati per le condizioni di vita della piccola e di temere che la situazione potesse degenerare in tragedia.
L'iter processuale proseguirà il prossimo 13 aprile, quando saranno esaminate le conclusioni dei periti designati dalla Corte. Questi ultimi dovranno effettuare una valutazione del quadro psichiatrico di Kaufmann, al fine di stabilire se l'imputato possieda le capacità mentali necessarie per partecipare consapevolmente al processo.