Acer ha scelto il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano per raccontare il suo mezzo secolo di vita non come una celebrazione nostalgica, ma come punto di lancio verso un futuro radicalmente diverso. L'azienda taiwanese, a lungo identificata dagli italiani come semplice costruttore di computer portatili, sta infatti completando una trasformazione strategica che la sta trasformando in un conglomerato tecnologico multiforme, sul modello dei giganti asiatici. L'evento di qualche giorno fa non ha enfatizzato il passato glorioso, ma ha posto l'accento sulla nuova direzione intrapresa dall'organizzazione.

I numeri del 2025 dimostrano che la strategia sta funzionando. Acer ha chiuso l'anno con ricavi complessivi di 275,64 miliardi di dollari taiwanesi, registrando una crescita del 4,1% rispetto al 2024. Si tratta del miglior risultato nel periodo successivo alla pandemia, un dato ancora più rilevante considerando la volatilità dei mercati globali e le difficoltà che hanno caratterizzato la prima metà dell'anno per l'intero settore tecnologico. Anche il quarto trimestre si è attestato ai massimi storici dell'era post-Covid.

Ma il dato più significativo riguarda la composizione dei ricavi. Le attività che non rientrano nella tradizionale categoria PC e monitor hanno rappresentato il 32,2% del fatturato totale nel 2025: una quota impensabile fino a pochi anni fa per un'azienda da sempre sinonimo di notebook. A livello europeo, mediorientale e africano, il segmento commerciale costituisce circa il 30% dei volumi regionali, confermandosi un pilastro fondamentale della strategia.

La tendenza si sta accelerando ulteriormente. Gennaio 2026 ha fatto segnare un fatturato di 21,08 miliardi di dollari taiwanesi, con una crescita anno su anno del 39,8%: il mese migliore dal 2020 in poi. Il traino principale viene dalla divisione commerciale, che ha segnato un incremento del 63,5% su base annua. Massimiliano Rossi, Vice President di Acer per la regione EMEA, ha commentato che questi dati "dimostrano come l'organizzazione riesce a trasformare le sfide del mercato in occasioni di sviluppo e crescita".

Al centro di questa evoluzione c'è una strategia che Acer chiama "multiple business engines strategy": non più un'unica divisione dominante basata sul computing personale, ma un ecosistema articolato di imprese specializzate con visioni complementari e settori di mercato distinti. È un modello che richiama la struttura dei grandi conglomerati tecnologici del continente asiatico, dove la diversificazione è uno strumento consapevole per costruire resilienza contro la natura ciclica del mercato dei PC. Questo universo comprende realtà come Altos Computing, leader nei server e nell'infrastruttura per l'intelligenza artificiale; AOPEN, attiva nel digital signage e nell'edge computing; e Posiflex, specializzata nei sistemi per il punto vendita. Una molteplicità di marchi e competenze che consente ad Acer di non dipendere da un singolo segmento di clientela o tecnologia.