Uno scontro sempre più acceso nel settore delle telecomunicazioni via satellite vede protagonisti Amazon e SpaceX, con la Federal Communications Commission americana chiamata a mediare. Il presidente della FCC, Brendan Carr, ha pubblicato un commento al vetriolo nei confronti della gigante dell'e-commerce, accusandola di perdere tempo prezioso in manovre ostruzionistiche anziché risolvere i propri problemi organizzativi.

Amazon ha infatti depositato una petizione presso l'autorità statunitense chiedendo il blocco della licenza che permetterebbe a SpaceX di dispiegare fino a un milione di satelliti in orbita bassa da utilizzare come infrastruttura di data center. Nel documento presentato, l'azienda di Seattle sostiene che il progetto rappresenterebbe più un'ambizione fantasiosa che un piano concreto, aggiungendo che il completamento di una costellazione di queste dimensioni richiederebbe addirittura secoli considerando l'attuale capacità di lancio globale.

Ma la posizione di Amazon risulta fragile alla luce della propria situazione. L'azienda ha ricevuto l'autorizzazione della FCC per mettere in orbita 3.232 satelliti della propria costellazione Leo, competitor diretta di Starlink. Il vincolo imposto dall'agenzia federale è stringente: entro il 30 luglio 2026 almeno il 50 percento di questi veicoli spaziali deve già essere operativo. Attualmente sono soltanto 212 i satelliti in orbita, con ulteriori 27 in programma per il 30 marzo. I numeri parlano chiaro: Amazon manca di circa mille satelliti rispetto all'obiettivo fissato e ha già richiesto una proroga fino al 30 luglio 2028.

È proprio su questa contraddizione che Carr ha puntato il dito. Il presidente ha invitato l'azienda a dedicarsi al raggiungimento della propria scadenza piuttosto che sprecare energie e risorse nel tentativo di bloccare i competitor. Il mancato raggiungimento della milestone comporterebbe rischi seri per Amazon, inclusa la revoca della licenza o l'applicazione di sanzioni da parte della FCC. Parallelamente, a metà febbraio l'agenzia ha approvato l'autorizzazione per il lancio di altri 4.504 satelliti, ulteriore segnale di fiducia verso il progetto dell'azienda di Seattle.

Malgrado le critiche di Carr, analisti del settore interpretano la richiesta di SpaceX per un milione di satelliti come una classica tattica negoziale: i numeri stratosferici servirebbero come punto di partenza per poi giungere a un accordo più realistico. La questione rimane comunque incerta e la FCC non ha ancora pronunciato il suo verdetto sulla petizione di Amazon, mentre lo scontro tra i giganti americani della space economy prosegue senza tregua.