La semifinale degli Europei 2025 contro l'Inghilterra, persa ai supplementari con il punteggio di 2-1 dopo essere state raggiunte nel recupero, resta una ferita fresca per la Nazionale femminile italiana. Eppure Andrea Soncin, commissario tecnico della squadra, ha scelto di reinterpretare quella eliminazione non come un punto di arrivo, bensì come una rampa di lancio verso futuri successi. Durante il galà Women4Football organizzato a Palazzo Vecchio a Firenze, Soncin ha rivisto le immagini della cavalcata azzurra in terra europea, rivivendo momenti che hanno generato nel ct sia orgoglio che emozione viscerale.

"Queste esperienze alimentano le nostre energie per i prossimi traguardi", ha dichiarato Soncin, parlando delle lacrime versate dopo l'eliminazione come di combustibile motivazionale. Il pensiero del tecnico è già rivolto alla qualificazione ai Mondiali 2026 in Brasile, una competizione che rappresenta il vero banco di prova per misurare i progressi del calcio femminile italiano. È in questa ottica che l'Europeo assume il significato di tappa intermedia piuttosto che di conclusione di un percorso.

La strada verso il Mondiale, però, non è ancora in discesa. La squadra ha collezionato appena un punto nelle prime due gare delle qualificazioni, un risultato che tradisce una prestazione ancora lontana dai migliori standard. Soncin non nasconde questa consapevolezza: le azzurre hanno dimostrato di poter fare di meglio, e il margine di crescita rimane considerevole. Il ct sa che la marginalità tra il sogno e la delusione passa attraverso dettagli apparentemente minori.

Per colmare questo divario, Soncin propone una ricetta che va oltre la pura tecnica calcistica. "La pratica quotidiana di ambizione, dedizione, anima e sentimento, unita al talento che le ragazze hanno ampiamente dimostrato di possedere, ci permetterà di raggiungere il prossimo obiettivo", ha spiegato il commissario tecnico. Un messaggio che guarda al lavoro quotidiano, ai valori intangibili, alla mentalità da costruire giorno dopo giorno insieme al bagaglio tecnico-tattico. La sfida è trasformare la frustrazione di una semifinale persa in carburante duraturo, quello che serve per affrontare le prossime prove con una mentalità vincente.