BYD non esclude di mettere nel mirino uno dei grandi costruttori automobilistici occidentali o giapponesi che negli ultimi tempi faticano a mantenersi competitivi. A confermare l'interesse del gruppo cinese verso possibili acquisizioni è stata Stella Li, vicepresidente esecutivo della società, che in un'intervista a Bloomberg ha dichiarato come BYD stia esplorando varie strade per consolidare la sua posizione internazionale. "Siamo disponibili a valutare qualsiasi opportunità che emerga sul mercato", ha spiegato Li, anche se al momento non vi sarebbero trattative concrete in fase avanzata.
Il focus della ricerca riguarda in particolare quei gruppi automobilistici che stanno attraversando difficoltà sia finanziarie che industriali, specialmente in relazione agli enormi investimenti richiesti dalla transizione verso i veicoli elettrici. Colossi come Stellantis e Honda hanno subito perdite miliardarie nel processo di elettrificazione, creando così possibili aperture per operazioni esterne. Non sarebbe la prima volta che un'azienda cinese effettua un simile passo: il caso di Geely, che più di un decennio fa acquisì il marchio svedese Volvo trasformandolo in un successo industriale, dimostra come questa strategia possa funzionare nel settore.
Mentre molti costruttori occidentali cercano partnership tecnologiche con i cinesi – come Stellantis con Leapmotor e Ford con Geely – BYD sembra seguire una traiettoria diversa. Il gruppo preferisce consolidare il controllo verticale della propria catena produttiva, riducendo la dipendenza dalle joint venture. Questa filosofia si riflette anche nei piani di espansione industriale diretta che BYD sta valutando in parallelo alle possibili acquisizioni.
Trail i progetti studiati figura la realizzazione di uno stabilimento in Canada, un'opzione ancora in fase di valutazione senza decisioni definitive al momento. BYD privilegerebbe una gestione completamente autonoma dell'impianto, senza coinvolgimento di partner locali. Il governo canadese sta però cercando di attirare investimenti cinesi condizionando i benefici a collaborazioni con industrie nazionali. A inizio 2025, Ottawa ha deciso di esentare fino a 49 mila veicoli elettrici costruiti in Cina da un dazio del 100% precedentemente introdotto.
La situazione nel mercato statunitense rimane invece complessa e rappresenta una sfida maggiore rispetto a quella canadese, con normative più severe che limitano l'accesso dei produttori cinesi. Nel quadro generale, BYD appare intenzionata a rafforzare significativamente la propria impronta globale nei prossimi anni, sia attraverso operazioni straordinarie che tramite investimenti produttivi diretti, consolidando così il suo dominio nel mercato automobilistico internazionale.