L'emergenza umanitaria a Gaza continua a deteriorarsi in silenzio mediatico. A denunciarlo è il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, primate della Chiesa cattolica a Gerusalemme, che ha acceso i riflettori sulla tragedia in corso durante un collegamento video con la fondazione Oasis. Secondo il porporato, nonostante l'assenza dai notiziari internazionali, la condizione della popolazione rimane catastrofica: circa due milioni di persone vivono in condizioni di sfollamento totale, prive dei beni essenziali.

I numeri forniti da Pizzaballa sono allarmanti. L'ottanta per cento della Striscia di Gaza risulta completamente distrutto, mentre i lavori di ricostruzione non hanno ancora preso avvio. L'assenza di medicinali rappresenta un ulteriore pericolo per i sopravvissuti: persino antibiotici basilari sono introvabili, aggravando il rischio di epidemie nelle aree già devastate dal conflitto. I confini rimangono sigillati, impedendo l'ingresso di aiuti umanitari e comprimendo ulteriormente lo spazio vitale per chi rimane intrappolato nella zona.

Il settore educativo è stato decimato dalla distruzione. Le scuole, in gran parte abbattute, non garantiscono più istruzione regolare ai minori. Solo una frazione dei bambini riesce a frequentare le lezioni, prevalentemente grazie alle iniziative promosse dall'Unicef e da altre organizzazioni internazionali impegnate sul terreno. Un'intera generazione rischia così di perdere anni scolastici cruciali per il proprio sviluppo.

Pizzaballa ha anche espresso perplessità sul ruolo della Commissione Internazionale per la Pace, ricordando che tale organismo non risulta operativa e rimane incerta la volontà concreta di avviarla. Il prelato ha concluso il suo intervento sottolineando l'assenza di chiarezza strategica riguardo ai prossimi passi da intraprendere per risolvere la crisi. Le sue parole rappresentano un monito contro l'indifferenza globale verso una catastrofe umanitaria che continua a infliggere sofferenze indicibili a milioni di civili.