Tensioni crescenti intorno alla diga del Brugneto, il bacino idrico della Val Trebbia che rappresenta una risorsa cruciale per due regioni con esigenze contrapposte. Dopo sei decenni di gestione concordata, il tema del rinnovo della concessione trentennale si trasforma in un tavolo di negoziazione complesso, dove gli interessi di Genova e dell'Emilia Romagna entrano in aperto conflitto. Al centro della disputa non c'è solo una questione tecnica, ma una vera competizione per l'accesso a una risorsa sempre più preziosa in un contesto di cambiamenti climatici e pressioni idriche crescenti.
Secondo l'attuale accordo, i 25 milioni di metri cubi complessivi contenuti nell'invaso vengono suddivisi garantendo all'Emilia Romagna una quota annuale di 2,5 milioni di metri cubi destinati all'irrigazione dei campi della provincia di Piacenza, con possibilità di richieste aggiuntive. Tuttavia, il governatore emiliano Michele De Pascale ha avanzato una rivendicazione più ampia: chiede che vengano garantiti 4 milioni di metri cubi fissi, con la possibilità di accedere a ulteriori 4 milioni qualora le condizioni idrologiche lo permettano, circostanza che secondo De Pascale risulta già presente nella situazione attuale.
Il Comune di Genova, rappresentato dal vicesindaco, ha manifestato forti perplessità rispetto alle trattative già avviate tra il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e l'amministrazione emiliana. La posizione genovese non riguarda esclusivamente le quantità d'acqua, ma investe anche questioni di equità economica: l'acqua destinata ai campi emiliani circola senza che la controparte sostanzialesosterisca i costi di gestione e manutenzione degli impianti di trasporto. Inoltre, il Comune ha manifestato l'intenzione di abbandonare il tavolo tecnico qualora l'eventuale nuovo contratto dovesse compromettere i rifornimenti idrici destinati a Genova e gestiti da Iren, l'azienda che opera sul territorio.
La questione riveste significativi risvolti politici: mentre la Regione Liguria sembra già orientata a concedere l'aumento richiesto dall'Emilia Romagna, il governo cittadino genovese presenterà resistenza e condizioni alternative. La sfida rappresenta un banco di prova per la gestione delle risorse transfrontaliere in Italia, in un momento storico dove l'acqua diventa sempre più critica tanto per gli usi civili quanto per quelli agricoli, e dove accordi stipulati decenni fa non sempre rispecchiano le attuali dinamiche demografiche e climatiche delle aree interessate.