L'Italia si prepara ad affrontare la terza e più intensa fiammata di calore dell'estate 2026. A partire dai primi giorni della prossima settimana, le temperature risaliranno vertiginosamente, con picchi particolarmente severi in Sardegna dove si toccheranno i 43-45 gradi centigradi. Non è previsto alcun sollievo significativo almeno fino al 20 luglio, secondo le analisi degli esperti meteorologici.

Quanto sta accadendo rappresenta l'ennesima conferma di un cambio epocale nel nostro clima. Lorenzo Tedici, esperto di iLMeteo.it, sottolinea come persino nelle giornate considerate "normali" le temperature oscillino intorno ai 34-35 gradi: una situazione che sarebbe stata ritenuta eccezionale pochi decenni fa. Milano offre un esempio emblematico di questa trasformazione: mentre negli anni Novanta i massimi di luglio raggiungevano i 33 gradi, oggi superano regolarmente i 37. La generazione precedente avrebbe difficoltà persino a riconoscere il clima a cui siamo ormai abituati.

L'Europa vive una situazione particolarmente critica. Dal 2014 in poi il riscaldamento globale ha subito un'accelerazione brutale, e il nostro continente si sta riscaldando a una velocità doppia rispetto alla media mondiale. Gli esperti individuano cause precise e allarmanti: la vicinanza geografica al Sahara, da cui provengono masse d'aria subtropicale di eccezionale potenza, si combina con lo scioglimento accelerato dei ghiacciai alpini e con il collasso dei ghiacciai della Groenlandia e dell'Artico. Questi processi stanno destabilizzando gli equilibri della circolazione atmosferica su cui il nostro meteo ha fatto affidamento per secoli.

Se da un lato la situazione appare drammatica, i prossimi giorni presenteranno una configurazione anomala e potenzialmente meno opprimente per l'Italia. Mentre il caldo più estremo si concentrerà sulla Francia, dove sono attese temperature diffuse di 40 gradi che probabilmente porranno fine all'estate più torrida della storia francese moderna, il nostro paese beneficerà temporaneamente di infiltrazioni di aria instabile. Temporali significativi interesseranno l'Appennino centro-meridionale fino a venerdì, mentre tra venerdì sera e sabato l'attività temporalesca si sposterà verso nord, colpendo buona parte dell'Italia settentrionale e della Pianura Padana con rovesci localmente anche molto violenti.

Questa situazione proviene da una piccola "crepa" nell'anticiclone africano che normalmente mantiene l'Italia sotto una cappa di aria calda stagnante. L'apertura offre un'ultima occasione per respirare prima che il dominio incontrastato del caldo africano prenda il sopravvento. Chi sperava in un'estate più clemente dovrà rassegnarsi: abbiamo varcato la soglia di una nuova era climatica dove il caldo estremo non è più eccezione, ma sempre più frequente regola.