Michele Mari ha vinto la settantaduesima edizione del Premio Strega con il romanzo «I convitati di pietra», edito da Einaudi. L'annuncio è stato comunicato nella serata di mercoledì 9 luglio, nel corso della cerimonia di premiazione che ha visto la partecipazione di numerosi lettori e addetti ai lavori. La vittoria dello scrittore arriva dopo un tour intenso tra i vari seggi elettorali organizzati per il voto dei lettori del premio.

Nella classifica finale emergono nomi prestigiosi della letteratura italiana contemporanea. Al secondo posto si piazza Matteo Nucci con «Platone. Una storia d'amore» (Feltrinelli), che ha raccolto 152 voti. La terza posizione va a Bianca Pitzorno con «La sonnambula» (Bompiani), che ha ottenuto 84 preferenze. Seguono Alcide Pierantozzi con «Lo sbilico» (Einaudi) a 78 voti, Teresa Ciabatti con «Donnaregina» (Mondadori) a 75 voti, ed Elena Rui con «Vedove di Camus» (L'Orma) a 64 voti. Il totale dei suffragi espressi è stato di 643, corrispondente all'80,4% degli aventi diritto al voto.

Al momento della proclamazione, Mari si è presentato visibilmente commosso e ha reso grazie a tutte le persone che hanno contribuito al suo successo. Lo scrittore ha ringraziato i lettori che lo hanno sostenuto e quelli che non lo hanno fatto, riconoscendo l'impegno profuso durante la campagna per il premio. Ha inoltre espresso gratitudine alla casa editrice, all'agente letterario che ha deciso di candidarlo e a Vittorio Lingiardi, che ha presentato la candidatura. Infine, ha esteso i ringraziamenti più sinceri alla moglie e ai figli, invitandoli a raggiungerlo sul palco.

Il romanzo vincitore affronta un tema affascinante e perturbante. La trama ruota attorno a un gruppo di vecchi compagni di scuola milanesi che decidono di sottoscrivere un accordo sui generis: ogni anno devono versare una quota per alimentare un fondo notevole. Il premio finale andrà unicamente ai tre ultimi sopravvissuti del gruppo. Quello che inizia come uno scherzo da ragazzi si trasforma gradualmente in una competizione spietata, dove avidità, risentimenti accumulati negli anni e segreti sepolti si intrecciano creando una narrazione densa di tensione psicologica.

La presidenza del seggio è stata affidata ad Andrea Bajani, vincitore dell'edizione precedente del 2024, confermando la tradizione del premio che affida questo compito al vincitore dell'anno precedente. La vittoria di Mari rappresenta un riconoscimento importante per un autore che si colloca nella tradizione della letteratura narrativa italiana contemporanea, combinando riflessione psicologica e suspense narrativa in un'opera che ha saputo conquistare il voto dei lettori del premio.