L'opera letteraria "Un amore" di Dino Buzzati, a lungo considerata un lavoro minore dello scrittore veneziano adottato da Milano, troverà una nuova vita sulla scena teatrale. Paolo Briguglia, noto per interpretazioni in pellicole di rilievo come "I cento passi" di Marco Tullio Giordana e più recentemente nel cast di "Il maestro" di Andrea Di Stefano, darà corpo a questo racconto sotto la direzione di Alessandra Pizzi. La rappresentazione sarà presentata venerdì nel Cortile d'Onore di Palazzo Sormani all'interno della rassegna "Menotti in Sormani".

L'idea di portare il romanzo in scena nasce da un progetto sviluppato nel tempo. Pizzi aveva concepito un ciclo intitolato "Metti un libro a teatro" e ha coinvolto Briguglia invitandolo a una lettura pubblica. La scelta è ricaduta su "Un amore", e il riscontro positivo di quella prima performance ha spinto i due a strutturare uno spettacolo vero e proprio. "Per molti rappresenta il libro della loro vita, io l'ho scoperto affrontando questo progetto," spiega sinceramente l'attore siciliano.

Il testo racconta una storia d'amore impossibile tra Dorigo, personaggio egocentrico e superficiale, e Laide, una giovane ballerina del Teatro alla Scala. Attraverso questa trama, Buzzati dispiega tutta la sua maestria nel descrivere gli stati emotivi più nascosti e complessi, con quella malinconia inconfondibile che contraddistingueva lo scrittore e giornalista che condivise lunghi anni la stanza redazionale al Corriere della Sera con Indro Montanelli.

Secondo Briguglia, il punto di forza di questo racconto risiede nella capacità di generare un'empatia istantanea con il lettore o spettatore. "La sua attualità è straordinaria," sottolinea l'attore, "è quasi un esperimento narrativo; Buzzati fu indubbiamente un anticipatore dei tempi." La struttura del testo risulta particolarmente innovativa: inizia in terza persona, transita quasi impercettibilmente alla prima persona, per poi tornare alla terza, creando un monologo interiore sofisticato. L'elemento autobiografico è marcato - la trama racconta l'ossessione di un uomo per una donna molto più giovane - innestato su una componente di invenzione che ricorda la moderna autofiction. Buzzati non sceglie compromessi nel mettere a nudo il maschilismo del protagonista, rivelando così anche le sue contraddizioni personali.

La vicenda si svolge naturalmente a Milano, la città che ha forgiato la carriera letteraria e giornalistica di Buzzati. Gli spazi urbani milanesi, dai vicoli delle storiche Cinque Vie agli angoli più caratteristici, diventano essi stessi protagonisti silenti della narrazione, arricchendo ulteriormente il valore della messa in scena che Briguglia e Pizzi proporranno al pubblico.