La disparità geografica nel costo dell'assicurazione auto italiana torna al centro del dibattito politico. Secondo i dati Ivass elaborati da Assoutenti, il capoluogo campano detiene il primato negativo con un premio medio annuale di 592 euro, ben superiore alla media nazionale. Un divario che da anni rappresenta un ostacolo economico per i proprietari di veicoli meridionali, alimentato da sistemi di calcolo del rischio che finiscono per penalizzare intere aree geografiche indipendentemente dal comportamento effettivo degli assicurati.

L'argomento ha assunto nuovi contorni durante l'assemblea dell'Ania, l'organismo che riunisce le principali compagnie di assicurazioni italiane, dove sono emerse aperture verso una revisione del modello tariffario. Il governo, attraverso le voci dei suoi rappresentanti, sta spingendo affinché vengono implementati meccanismi che valorizzino il comportamento responsabile dei conducenti, indipendentemente dalla loro localizzazione geografica.

L'amministrazione intende introdurre sistemi premiali che considerino fattori specifici legati alla virtuosità stradale dei singoli automobilisti, come l'assenza di sinistri, il rispetto delle norme sulla sicurezza e la regolarità nella documentazione. Un approccio che potrebbe smontare il meccanismo delle tariffe geografiche indiscriminate che da decenni caratterizza il mercato assicurativo nazionale, favorendo una maggiore equità territoriale.

La questione riguarda milioni di automobilisti meridionali che ogni anno sostengono costi significativamente superiori rispetto ai colleghi del Centro-Nord, indipendentemente dal proprio track record personale. Napoli e la Campania rappresentano solo la punta dell'iceberg di una problematica più ampia che interessa tutta l'Italia meridionale e insulare, dove i costi delle polizze rimangono strutturalmente più elevati.

La strada verso una riforma rimane ancora in salita, dal momento che le assicurazioni dovranno concordare su nuovi parametri di valutazione del rischio. Tuttavia, l'apertura emersa durante l'assemblea dell'Ania rappresenta un segnale positivo verso una possibile inversione di tendenza che potrebbe portare sollievo ai portafogli degli automobilisti meridionali.