Inizia oggi il nuovo capitolo della Lazio con Gattuso in panchina, il quarto allenatore in due anni. Ma lo scenario che si trova di fronte è tutt'altro che rassicurante: una squadra svuotata, una dirigenza in difficoltà finanziarie e una tifoseria stanca dopo tre anni di emorragia di campioni. L'ex tecnico del Napoli rappresenta l'ultima speranza per un progetto che rischia di precipitare definitivamente.

Il quadro della situazione è impietoso. La Lazio ha perso i suoi simboli: da Immobile e Luis Alberto a Milinkovic-Savic, passando per Guendouzi, Felipe Anderson e Castellanos. Negli ultimi dodici mesi sono stati ceduti anche Romagnoli, Gila e Provedel, generando entrate economiche importanti ma svuotando lo spogliatoio di leadership e qualità. Ieri persino Pedro, autore di 15 gol in due stagioni, ha lasciato Roma. Il colpo più significativo è l'assenza di Basic, altra pedina chiave del centrocampo. Resta soltanto un'ossatura da ricostruire interamente.

Al raduno odierno a Formello si presenteranno ventotto giocatori, numero indicativo di una rosa monca. Nell'elenco figurano principalmente elementi giovani e rientri da prestiti, come il centrocampista Galassi prelevato dal Real Madrid (classe 2005) e il difensore Kovac arrivato a gennaio. I portieri sono Mandas, Motta e Renzetti, mentre in difesa spiccano Marusic, Lazzari e il nuovo acquisto Pedraza. Manca l'esterno offensivo Isaksen, ancora in convalescenza. Domani la squadra svolgerà i test fisici presso l'Isokinetic, centro certificato dalla FIFA, prima di dare ufficialmente il via al ritiro lunedì pomeriggio sempre a Formello.

Gattuso avrà subito conversazioni importanti con la proprietà. Il tecnico ha manifestato chiaramente il bisogno di un difensore centrale di spessore e soprattutto di una punta da ventiquattro-venticinque gol stagionali. Lotito ha ricavato tre milioni dalla vendita di Romagnoli e altrettanti dalla cessione di Gila, ma il budget complessivo rimane limitato da una crisi economica aggravata dal calo progressivo delle entrate televisive e commerciali. Lo stesso Lotito si trova nella posizione di dover abbassare gli ingaggi della rosa, strategia che complica ulteriormente i tentativi di attirare talenti affermati.

La sfida è immensa per Gattuso, arrivato a Roma dopo l'esperienza sulla panchina della nazionale italiana. L'allenatore calabrese dovrà ricostruire identità e competitività utilizzando un modulo più offensivo rispetto a quello difensivista di Sarri, probabilmente alternando un 4-2-3-1 e un 4-3-3 per accorciare le distanze dalla porta avversaria. Ma senza rinforzi concreti nei prossimi giorni, anche la proverbiale durezza caratteriale di Rino potrebbe non bastare a salvare una stagione che rischia di trasformarsi in un'altra delusione per l'ambiente laziale.