Un giovane di Gropello Cairoli, alla ricerca disperata di un'occupazione dopo mesi di disoccupazione, si è rivolto a un conoscente cinquantottenne sperando di ottenere aiuto nel trovare lavoro. L'uomo gli aveva garantito il suo sostegno e, a pochi giorni di distanza, lo ha contattato con quella che sembrava una notizia promettente: aveva trovato un'opportunità presso un centro commerciale della zona e lo invitava a raggiungerlo per firmare i documenti contrattuali. Il ventisettenne si è presentato convinto di formalizzare l'inizio di una nuova occupazione.
Ciò che il giovane non sapeva era di trovarsi dinanzi a un tentativo di raggiro ben orchestrato. Il documento che gli è stato presentato non era affatto un contratto di lavoro, bensì una richiesta di finanziamento finalizzata all'acquisto di uno smartphone di ultima generazione dal valore di 1.700 euro. Ignaro del raggiro, il disoccupato ha apposto la sua firma, e il presunto amico ha immediatamente intascato il denaro proffuso dalle finanziarie, addirittura ricevendo i ringraziamenti della vittima ancora all'oscuro dell'accaduto.
La situazione è precipitata quando l'agognato contratto di lavoro non si è mai concretizzato. Il giovane ha tentato ripetutamente di mettersi in contatto con l'uomo, ma ogni sforzo è risultato vano. Solo successivamente ha compreso di essere stato vittima di un'astuzia criminale e ha deciso di rivolgersi alle autorità, presentando una denuncia presso la stazione dei carabinieri di Gropello.
Gli investigatori dell'Arma hanno rapidamente identificato il responsabile e lo hanno sottoposto a segnalazione alla Procura della Repubblica di Pavia con l'imputazione di truffa aggravata. La banca finanziaria ha provveduto ad annullare il finanziamento fraudolento, ma il danno per il ventisettenne rimane significativo: oltre alla perdita economica, la storia ha segnato la fine di un rapporto amichevole e ha lasciato il giovane nella medesima situazione di partenza, ancora in cerca di un'occasione lavorativa concreta.